È Shane Turpin il supercampione USA di moto, anche se il riconoscimento non viene assegnato ufficialmente: l’americano, detentore del titolo Supertwins, a Daytona ha vinto in un solo week-end sei gare delle Race of Champions, la serie di corse riservate a chi ha ottenuto almeno un podio in una gara di campionato americano, e ha stabilito il nuovo record del circuito di Daytona, battendo di 30 millesimi il precedente primato di Ben Bostrom. Dario Marchetti, unico italiano invitato all’evento, ha dovuto correre con una formula low cost, ma ha ottenuto diversi buoni piazzamenti, tra cui un terzo posto nella seconda gara della Sound of Thunder. Il pilota di Castel San Pietro ha usato la moto personale di Rod Snyder, ex sponsor del team che lo schierava negli USA e ora ha sospeso l’attività a causa della crisi. Dell’assistenza si è occupato l’amico Richard Boyd col suo Team Desmoveloce: un meccanico solo, dell’Arizona, ma in gamba e senza spese, e le gomme sono arrivate dalla Dunlop grazie al responsabile di origini italianissime, Sabastian Mincone. «Con poco più di un migliaio di euro ho potuto fare sei gare – considera Marchetti –, e ho dovuto rinunciare a farne un altro paio perché i tempi erano serratissimi e tra l’una e l’altra non c’era il tempo per il cambio pneumatici. Meno di così non avrei potuto spendere, ho anche lasciato il premio gara alla squadra perché se lo sono meritati. Purtroppo erano solo 400 dollari, ma la crisi c’è per tutti… ». In sella a una Ducati 1199 Panigale Marchetti, tra venerdì e domenica, ha ottenuto un quarto posto e un ritiro per rottura di una vite del cambio nelle due gare della Battle of Twins; in quelle della Sound of Thunder è stato sesto e terzo, mentre nella Superbike è stato squalificato per non essere rientrato in pista dallo stesso punto da cui era uscito, buttato fuori da un avversario all’ultimo giro. Infine nella Formula USA di domenica, nell’ultima delle gare disputate, ha concluso ottavo. «In tutte le gare i miei tempi erano molto buoni ma per questo particolarissimo evento le posizioni sulla griglia di partenza vengono assegnate in base al piazzamento in campionato: siccome io in America faccio solo alcune corse finisco sempre molto indietro e con gare così brevi recuperare è difficile. Bisogna attaccare come degli indemoniati cercando di superarne un paio a ogni frenata e spesso non basta, tanto più che la mia moto era molto veloce per essere una moto di serie, ma non arrivava alle Superbike degli altri e quando non avevo la loro scia mi superavano con facilità sul dritto. Ma sono soddisfattissimo: ho fatto sei gare in America spendendo per ognuna quello che avrei speso per una gita domenicale, e ho conquistato un podio. Chi sta meglio di me?». nelle foto, Dario Marchetti in gara a Daytona sgs dfjhdf