Il Tourist Trophy, con il suo percorso cittadino di oltre 60 km che si snoda all'Isola di Man, ha in sé un fascino innegabile. Irresistibile per molti. Che ogni anno tornano, per dare sempre il massimo e "limare" i propri tempi su giro. Si viaggia su velocità pazzesche: basti pensare che il giro veloce della Superbike, lo scorso anno, è stato siglato dal dieci volte vincitore al TT con una media di oltre 212 km/h. Sembra una follia, considerando che si corre tra muretti e case. Ma tant'è. Questo è il TT, prendere o lasciare. Accettare la sfida o concludere la carriera senza mai averlo fatto. E' una questione di scelte. Alessandro Polita , per esempio, ha scelto di provarci. Dopo aver vinto anche la Coppa del Mondo FIM Superstock 1000 e due titoli italiani e dopo aver militato sia nel mondiale Superbike che nel campionato britannico, ha deciso di provare il brivido della corsa su strada. E ha scelto la corsa su strada più difficile: il Tourist Trophy. Non tutti i piloti, infatti sono accettati alla prima richiesta. Pensate che Francesco Curinga, pluricampione italiano ed europeo di corse in salita, non è stato ammesso di punto in bianco, e dovrà correre prima la gara del Manx. Il TT, semmai, l'anno dopo. Polita invece è stato accettato subito, forse anche perché ha corso nella British Superbike.

"Sono felice, tra poco il mio sogno di correre nel TT si realizzerà. Ancora qualche giorno e partirò per l'Isola di Man", scrive Alex Polita sul suo profilo social.
"Correrò con un team di rilievo come Penz13.com - BMW motorrad! Ringrazio Fabrizio Biason per la disponibilità mostrata nel farmi partecipare a questo evento e un grazie va a tutte le persone che hanno reso possibile il riuscire di questa splendida esperienza... in primis la mia fidanzata Eva che mi sopporta e supporta, poi le mie manager Silvia Borella e Silvia Mangione della SG Agency per aver superato con me le difficoltà e tutti i partner che mi sostengono! Mai mollare!"

A fianco di Alex, a rappresentare i colori italiani all'Isola di Man ci saranno anche Marco Pagani e Stefano Bonetti, che hanno già corso al TT.

"Alla fine dopo mille casini e ritardi siamo riusciti a partire!" esordisce Marco Pagani sul suo profilo Facebook. "Non sono stati dei mesi molto semplici, si sono dovute fare scelte diverse da quello che era il progetto iniziale, ma anche senza km ci si prova col massimo impegno!" Poi Pagani ringrazia tutti quelli che hanno reso possibile il suo TT 2016: "Marta, mio fratello Ivan, Roby e Aldo Tanzini di BMW Motoidea Motorrad (santi subito!), Fabio Mapelli e tutti quelli che nel loro piccolo hanno fatto qualcosa. Le moto sono ancora bianche ma ci siamo quasi, incollerò le grafiche una volta arrivato".

Per Bonetti la storia d'amore con il TT dura da tanto tempo: era il 2004 quando debuttò all'Isola di Man, e arrivò secondo fra gli esordienti.