Disputato il round di Phillip Island SBK, viste in azione Moto3 e Moto2 in quel di Losail, è seguito poi il silenzio dei motori spenti ed è arrivato il lockdown mondiale, che ha costretto tutti fermi a casa.

La ripartenza vede MotoAmerica quale primo campionato a scendere in pista, con gare ufficiali in cui si assegnano punti.

Seppur a porte chiuse, ad Elkhart Lake - Wisconsin - i piloti della serie di Wayne Rainey apriranno le ostilità 2020, in un tracciato spettacolare, selettivo, ostico. Il round di Road America è programmato per i giorni 29, 30 e 31 maggio e sarà trasmesso in diretta TV sul canale Fox Sports e tramite MotoAmerica Live+: una buona occasione per chi è rimasto a digiuno di competizioni e desidera vedere duelli, bagarre, sorpassi e vincitori.

I protagonisti


Vincitori, appunto. Chi potrà battere il campione Cameron Beaubier? Il californiano e la sua Yamaha R1 rappresentano il duo, sulla carta, favorito; lo dice il palmares di Cam, lo conferma il buon supporto garantito dalla filiale USA dei tre diapason al team Monster Energy, lo ha spiegato il pilota nel pre season: “Finché correrò, sarà con e per il numero 1. Altrimenti, smetto e vado a divertirmi con il cross”. Più chiaro di così.

Toni Elias - l’unico contendente in grado di battere Beaubier nel 2017, con la Suzuki Yoshimura, squadra factory a tutti gli effetti - avrà ancora una GSX-R, ma dalla diversa vestizione: Il team Hammer, una compagine sicuramente preparata, tuttavia, sprovvista del CV che Yoshimura poteva vantare. Al fianco di Elias, Bobby Fong, detentore della Supersport nazionale. Per lui, oltre alla necessità di imparare i segreti della 1000, la voglia di inserirsi immediatamente nel gruppo dei migliori.

Gruppo nel quale ammireremo sicuramente, il sudafricano Mathew Scholtz, altissimo corridore già visto in Europa, negli States con una R1 color oro - nero - rosso. Lo ha detto egli stesso: “Vanno bene i successi di tappa ed i podi, ma io voglio il titolo”. Ecco tutto.

L’ex Middle Class Josh Herrin salta su una BMW, messa in pista dal team Scheibe, formazione seguita con attenzione da Motorrad America, che vuole far volare la S1000 RR, una motocicletta sofisticata, dal grande potenziale.

Jacob Gagne - detto Jake - dopo parentesi non propriamente proficue nel Mondiale SBK, è tornato in patria nel 2019. Per il ragazzo di San Diego, quest’anno una Yamaha messa in pista da Attack Performance, che annovera un primo posto ottenuto lo scorso anno grazie a JD Beach, passato a Estenson Racing, sempre su R1 M.

Doppio Rosso, in USA

Per Ducati, una parentesi dedicata. La Panigale V4 R, nel 2019 ha sfiorato il colpo grosso con Bautista nella serie iridata delle derivate, dimostrandosi un progetto nato bene. Nel BSB ha conquistato il titolo insieme a Scott Redding, che oggi è nel mondiale.

Nel MotoAmerica, è stato Kyle Wyman a portare in gara la Rossa che, a dir la verità, nella prima uscita montava ancora carene tutte nere. La bellissima livrea sfoggiata nel weekend successivi si rivelata la più apprezzata dagli appassionati, ed il team KWR, nel frattempo, riceveva aiuti da Borgo Panigale: centralina elettronica Marelli, software e ingegnere di pista al lavoro per migliorarne le prestazioni.

Confermata la presenza di Wyman, si è aggiunto PJ Jacobsen, anch’egli visto dalle nostra parti. Il pilota dello stato di New York ha una Ducati del team Celtic HSBK Racing, con una V4 R numero 99 pronta alla sfida.

Guardando le foto, abbiamo notato l’adesivo Ducati Corse appiccicato sul parafango anteriore: ciò significa che tra le parti vige un rapporto di collaborazione? Ci ha risposto Paolo Ciabatti:Il team Celtic ha un supporto da parte nostra, attraverso Ducati North America; la V4 R di Jacobsen è in versione Superstock, noi aiuteremo pilota e squadra nello sviluppo, Kyle Wyman ha, invece, una full SBK, preparata da Barni. L’elettronica segue le specifiche del CIV Superbike e abbiamo fatto un training al tecnico elettronico KWR, rivelatosi molto bravo. Ogni qualvolta avrà bisogno, possono chiamare ed inviare i dati per dei suggerimenti”.

Ciabatti: “Lorenzo non è un candidato per noi”