Ad Elkhart Lake, Cameron Beaubier si è rivelato semplicemente superiore. Il quattro volte campione USA, coadiuvato da un team Attack Monster Energy e motorizzato da una prestante Yamaha R1 M è, definitivamente, l’uomo che batte tutti e che tutti vorrebbero battere. Ma non ce la fanno.

Il primo round di Road America - Wisconsin - ha visto una doppietta del californiano numero 1, che è partito come meglio non avrebbe potuto. Se nella prima manche del sabato il vantaggio accumulato su Scholtz di quasi otto secondi sembrava un abisso, il distacco inflitto nella corsa domenicale a Gagne è addirittura impietoso: tredici secondi e mezzo o poco meno.

Il numero 1 lascia la compagnia con un bottino di 50 punti, ad inseguire Gagne a 36 ed Herrin a 26. Zero in classifica per Toni Elias. Lo spagnolo ha rotto in Gara uno, è scivolato il giorno dopo. L'avvio 2020 del pilota Suzuki è in netta e pendente salita.

Cameron Beaubier: “Non potevo chiedere un inizio migliore”


Superpole, vittoria, vittoria. Dominio. Beaubier è calmo e tranquillo nel paddock, una iena in sella. Il leader MotoAmerica, dopo giri al limite sul tormentato tracciato di Road America, non sembrava affatto stanco. Solo un pochino più capelluto, come sempre soddisfatto: “Non potevo chiedere un inizio migliore per questa stagione - ha detto in una sala stampa in cui le distanze di sicurezza andavano rispettate - pole position e doppietta. Guardando il mio rendimento delle passate stagioni, non ho mai cominciato così bene. Onestamente, non credo di essermi sentito così a mio agio alla guida di una moto. La mia R1, dopo tanto lavoro, è la più facile da guidare. L’elettronica lavora bene in uscita di curva, in piena piega. Fantastica la mia Yamaha, voglio portarla ancora alla vittoria”.

La Yamaha è in forma e Jacob Gagne lo ha dimostrato. L’ex Red Bull Honda SBK ha colto un secondo posto, da garantire a “Jake” la piazza d’onore nella graduatoria corridori.

Ha completato il podio il georgiano Josh Herrin, terzo con la BMW S1000 RR. La moto tedesca ha avuto la meglio della Ducati Panigale V4 R condotta da Kyle Wyman, quarto e ad un soffio dal grande risultato.

Ancora molto bene PJ Jacobsen, in sella alla V4 R del team Celtic, squadra che lo schiera anche in Superstock, categoria nella quale il ragazzo dello stato di New York ha ieri vinto. Oggi per il numero 99 un bel quinto posto.

Tamponamenti fatali tra Bobby Fong e Mathew Scholtz. Il campione Supersport e l’ex titolato Stock 1000 si sono toccati e ritrovati ad imprecare nelle vie di fuga. A dirla tutta, è stato il pilota Suzuki a centrare la Yamaha oro, nera e rossa del sudafricano, abbattuto come un birillo.

Ha fatto tutto da sé Toni Elias, Lo spagnolo fu l’unico a battere Beaubier nel 2017, quando l’ex iridato Moto2 diventò campione MotoAmerica. All’epoca, Toni aveva una GSX-R Yoshimura, oggi una moto simile, ma gestita dal meno potente team Ecstar M4. I tempi sono cambiati e Toni si è rialzato dalla scivolata con zero punti in tasca.

In campionato: Beaubier 50 punti, Gagne 36, Herrin 26.

Il MotoAmerica è iniziato nel segno di Beaubier, leggi i risultati di Gara uno