La vittoria di Lorenzo Zanetti ottenuta Oltreoceano sta avendo grossi riverberi, in termini di prestigio, comunicazione e curiosità. L'italiano ha riportato al successo Ducati nella serie USA: se prima era l'AMA, oggi si chiama MotoAmerica e, da quelli parti, vanno matti per piloti e moto nostrane.

L'ultimo azzurro a riuscire in tale impresa fu Alessandro Gramigni nel 1996, quando portò in vetta la 916 del team di Eraldo Ferracci. "Zorro" ha vinto con la V4 R HSBK, squadra appoggiata dalla filiale Ducati di New York. La notizia, quindi, è partita dall'anello del Brickyard, arrivando sino alla Grande Mela.

Non solo: il numero 87 si fermerà negli States per eventi promozionali, poi andrà a Laguna Seca: "Dove girerò con una moto stradale prima del round californiano - spiega Lorenzo, direttamente dall'aeroporto dell'Indiana - Non ho mai affrontato il Cavatappi e le sue difficoltà, dovrò imparare tutto. Ci tengo a fare bene pure in quel weekend, perché la mia vittoria ha smosso le acque nel MotoAmerica".

Zanetti è felice: "Abbiamo battuto rivali super ufficiali"


La Panigale V4 R del bresciano gode di supporto diretto della Casa. Come detto, al fianco del pilota stanno operando due bravi connazionali, Simone Toso e Paolo Betti, ottimi conoscitori della moto e di Lorenzo stesso. L'unione ha fatto la forza, infatti: "Abbiamo battuto avversari di gran livello - conferma il vincitore di Gara due - perché Suzuki e Yamaha corrono con specifiche super ufficiali, le GSX-R di Fong ed Elias vanno forte, dicasi lo stesso delle R1 di Beaubier e Gagne. Dopo il podio del sabato, sapevo che avrei potuto fare meglio. Il giorno dopo ho dato tutto, sfruttando le particolari gomme Dunlop. Quando ho tagliato il traguardo, sono esploso di gioia. Una volta rientrato nel box, mi è sembrato di aver vinto una gara Mondiale. Tutti mi cercavano, TV, giornalisti, colleghi. Bellissimo e... spero ripetibile".

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