Prima di affrontare l'ultimo round del MotoAmerica, Zanetti ha voluto assaggiare Laguna Seca, luogo dove non vi era mai stato. Per non farsi trovare impreparato, Lorenzo ha inforcato una V4 R stradale, messagli a disposizione dalla filiale USA: "Guidando in pista con una vera Superbike mi farò un'idea più precisa - spiega - ma girandoci con una Ducati stradale mi sono resco conto di quanto Laguna Seca sia un circuito vecchio stampo, cioè, inserito tra quelli che più mi piacciono. In un gruppo ideale, inserisco Donington, Phillip Island ed Imola. Sono tutti tracciati non disegnati al computer, bensì concepiti seguendo l'andamento geografico della zona".

Il numero 87 entra meglio nel paragone: "Quella californiana è una bella pista old style, ma preferisco il Santerno - racconta - qui a Laguna si mette al massimo la quarta marcia, il rettilineo di arrivo è un curvone e si usano anche quinta e sesta, rimanendo in piega. Però all'Enzo e Dino Ferrari si è molto più veloci, la nostra è una pista da pelo vero. Sarà che ci ho vinto più volte, di fatto Imola è la mia preferita ed è per me meglio di Laguna".

E poi, il Cavatappi, il punto più iconico di tutti: "Il Cavatappi è scenografico, però lento - svela - perché si arriva da un punto di frenata cieco - perché non si vede l'ingresso - a moto dritta, ma quando si sono memorizzate le traiettorie, non si deve che scendere in picchiata. Il dislivello è sicuramente notevole, ma stiamo parlando di una chicane particolare, nulla di chissà quanto impressionante. Il Corckscrew fa più impressione da fuori anziché in sella".

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