Non ha ancora compiuto 21 anni, Yari Montella. Il neo campione del FIM CEV Repsol classe Moto2 è nato il 5 gennaio 2000, ed è quindi un pilota Millennial, uno di quelli che potrebbe scrivere la storia del motociclismo internazionale.

Qualche bella pagina è stata da lui già mandata in stampa: vincendo il titolo della Middle Class europea, il ragazzo di Montecorvino Pugliano - piccolo paese della provincia di Salerno - ha dimostrato che il prodotto italiano può andare forte anche in Spagna e dintorni:In una competizione di alto livello - conferma Yari, un nome originale, scelto dalla madre - basti pensare che a Valencia sono riuscito a battere Dominique Aegerter che, lo sappiamo, non è propriamente l’ultimo arrivato, anzi. Lo svizzero ha vinto nel Mondiale con motori a benzina ed elettrici: è forte ed esperto, come competitivo si è rivelato il finlandese Niki Tuuli, un altro che ha ben figurato in paddock importanti. Ritrovarmi prima di loro in classifica, come di tanti altri, ripaga il lavoro fatto con la squadra”.

Pilota italiano, team italiano, moto italiana.

“Sì, per un trio tricolore di successo. Il team Ciatti è di Roma, non lontano da casa. Infatti, per rientrare dall’ultima tappa di Valencia, siamo atterrati a Fiumicino. Io vivo in una zona che non offre grandi chance per chi voglia correre in moto ma, per fortuna, sino ad oggi sono riuscito ad organizzarmi. Saper di avere con me colleghi capaci e competenti rappresenta uno stimolo ulteriore, infatti, la nostra Speed Up è andata benissimo per tutto il campionato”.

Quali annoveri tra le gare migliori?

Siamo andati forte sempre, ma scelgo due appuntamenti: la terza di Aragòn e l’ultima di Valencia. Sia per le vittorie centrate, quanto per - appunto - i nomi dei rivali battuti. Nel computo del CEV 2020 ho conquistato 8 successi su 11 partenze e, la cosa più bella, il valore di divertimento espresso in ogni uscita. Arrivavamo nel paddock tutti preparati: la squadra, naturalmente e si è visto. Io, grazie ai tanti allenamenti tenuti a casa insieme al mio preparatore di fiducia. Mi piace tenermi in forma, seguendo le sue indicazioni ed una vita sana”.

Oltretutto, avevi al tuo fianco Ezio Gianola.

”E lo avrò ancora per un bel po’ (ride). Ezio è un grande appassionato di moto, piloti e gare. La sua esperienza si è rivelata utilissima, preziosa. Pensa che ci possiamo confrontare per ore su ogni aspetto del weekend e lui ha sempre una risposta pronta, una analisi, un punto di visto. Avere Gianola come coach è sicuramente un vantaggio, perché lui è stato un pilota di grosso calibro mondiale”.

Appunto, l’anno prossimo approderai al mondiale Moto2

Sì, e potrò capire meglio due cose: il valore del CEV ed il mio. Perché nel 2021 affronterò situazioni, avversari, piste nuove. Non userò motori Honda - come fatto nella Penisola Iberica - bensì Triumph. Vedremo quando cambierà la guida. Tra poco ufficializzerò il mio futuro e, pensando come lo affronterò, devo dire che il Mondiale non mi fa paura. So che avrò con me tecnici bravi, una bella squadra e lui, Ezio Gianola, per me un coach preziosissimo. Vogliamo arrivare pronti alla sfida”.

Nel BSB imperversa il mercato piloti