Per Broc Parkes è arrivato il momento di dire basta.  Stop alle competizioni ufficiali per il trentanovenne di Hunter Valley, uno dei pochi piloti australiani presenti nel panorama di gare internazionali. Malgrado un contratto firmato con Yamaha e l'imminente impegno nel locale ASBK, l'ex 125, MotoGP, Supersport, SBK ed Endurance ha deciso di cambiare ruolo.

Tramite un messaggio divulgato ai media, quello che fu un pupillo della Parmalat ha spiegato di cosa si occuperà in futuro: "Sebbene sia questo un ritiro - le sue parole - rimarrò nell'ambiente moto, che amo ancora e che tanto di ha dato. Lavorerò con Yamaha Australia, YRT e YRD nei ruoli di collaudatore e coach. Metterò a frutto l'esperienza maturata in 23 anni di corse".

La decisione è arrivata in extremis. Lui stesso lo ammette: "Siamo prossimi alla stagione dell'ASBK - ha scritto - ma proprio non me la sento più. In recenti prove, ho avuto la conferma di non poter più riuscire a prendermi cura dei miei figli e, contestualmente, dedicarmi agli impegni di pilota. Metto le loro necessità al primo posto, onorando il mio ruolo di padre. Però, ringrazio tutti quelli che sino ad oggi mi hanno sostenuto".

La vita del pilota e quella "canonica" sono davvero diverse. Parkes lo ha confermato: "Voglio cominciare una vita normale - ecco il motivo - qui in Australia. Si tratta di un grosso rammarico, perché ci ho pensato attentamente e con calma. Però, la decisione è giusta e desidero passare il mio tempo con la famiglia".

Pupillo Parmalat e due volte Vice campione del Mondo Supersport


Quando arrivò in Europa, con la spinta di Wayne Gardner, Parkes nascondeva lo sguardo sotto la grossa visiera di un berretto firmato Parmalat, adesivo appiccicato anche sulle carene della Ducati NCR. I commenti degli addetti ai lavori andarono da "Wow" a "Questo australiano sta in una botte di ferro". 

Più o meno. Nel senso che poi l'azienda emiliana ebbe un crack di cui ancora si parla, ma il pilota no. Anzi. In 23 anni di carriera, sono state da lui completate stagioni in MotoGP, SBK e Supersport. Nella 600 delle derivate, grandi soddisfazioni: sei gare concluse sul gradino più alto del podio e seconda posizione negli anni 2004 e 2007, disputati con Honda e Yamaha.

Nel 2017, Broc tornò in MotoGP. C'era già stato, ma aveva guidato modelli della sottocategoria CRT. No, a Phillip Island di quattro anni  fa - circa - la Yamaha M1 lasciata libera da Jonas Folger costituiva un vero e proprio prototipo. Il ventiduesimo posto non lo soddisfò, tuttavia, il pubblico di casa lo acclamò ugualmente.

Broc Parkes e Marco Bertolotti: praticamente, due gocce d'acqua


Si dice che ogni individuo abbia almeno sei sosia sparsi in tutto il Mondo. Bè, c'è da crederci: Broc Parkes ha in Marco Bertolotti una persona che davvero gli somigli molto. Marco è un nostro lettore - ovviamente motociclista ed appassionato - protagonista nella foto qui sopra, e vive in provincia di Lodi.

Dall'Australia alla Bassa. Se Parkes era pulito e lineare in curva, lo è pure Bertolotti, soprannominato "Bert" dagli amici. Forse, nella famigerata curva "Don Giuseppe", Marco era il più tondo e scorrevole in piega, sia affrontandola a destra o a sinistra. 

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