Quella di ieri, 24 marzo, è stata una giornata importante per Loris Baz. Il francese, che quest’anno si cimenterà con il MotoAmerica, è stato a New York nel quartier generale di Ducati USA per la presentazione ufficiale della livrea della sua V4R per questa stagione.

Livrea che ricorda tantissimo le Panigale V2 marchiate Aruba.it guidate da Davies e Melandri nel biennio 2017-2018, con quella banda nera imponente sulla carena che ospita la scritta “Ducati New York” a dimostrazione di quanto la Casa di borgo Panigale si sia messa d’impegno già dalla seconda parte dello scorso anno insieme a Zanetti e quest’anno supporterà totalmente Loris Baz con tutto il materiale ufficiale.

Loris si è calato talmente tanto nella realtà americana che ha disegnato sul casco una bandiera a stelle e strisce giusto per rimarcare la sua voglia di correre nel MotoAmerica ed anche di visitare gli USA, cosa che potrà fare più spesso quest’anno a differenza degli anni tra SBK e MotoGP.

A margine della presentazione, Loris ha rilasciato una lunga intervista in quel di New York al MotoAmerica spiegando le tappe di avvicinamento, le speranze e gli obiettivi per quest’anno ed un recap della sua carriera.

 
 
 
 
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“Non vedo l’ora di salire in sella e guidarla”


Appena svelata la sua Ducati, il pensiero di Baz è soprattutto a quando potrà finalmente provare la sua V4R. “Amo la moto ed amo la livrea. Sono qui da una settimana nell’officina del team con Alessandro, il mio meccanico, per preparare la moto. Non vedo l’ora di salire in sella e guidarla perché è tanto tempo che non salgo su una moto ed ora che il contratto è firmato voglio iniziare a lavorare.”

 
 
 
 
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“Ho tante cose da imparare”


Baz, che esordirà a breve nel MotoAmerica con i primi test ufficiali, parla anche delle sfide che lo aspettano quest’anno. “Le stesse sfide che incontra un pilota in un nuovo campionato. La pressione addosso non è tanta, ho tante cose nuove da imparare ed è quello che mi eccita di più, cambiare e scoprire cose nuove ogni volta. Non vedo l’ora di scoprire la moto, non conoscendo gomme e circuiti ma penso che i circuiti mi piaceranno perché mi ricordano quelli del BSB.” 

E parlando dei circuiti, il francese aggiunge: “Sono sempre stato veloce nelle curve veloci, dove ci vuole grande cuore. Mi piacciono i circuiti saliscendi, non quelli piatti che sono noiosi. I miei circuiti preferiti sono Portimao, Brands Hatch, Assen, Mugello, piste veloci dove ci sono curve veloci, Phillip Island è il migliore al mondo. Penso che mi piaceranno i circuiti americani, ho visto qualche gara in tv. Mi piace frenare forte, è una parte del mio stile di guida, e penso che la moto poi faccia il resto in uscita di curva.”

“L’altezza per me non è mai stata un problema”


Il francese sarà il pilota più alto in griglia quest’anno nel MotoAmerica e rispondendo ad una domanda su questo punto dice: “Sono sempre stato più alto di quelli che correvano con me. Non ho mai pensato fosse uno svantaggio essere alti, è una cosa normale che ha anche i suoi lati positivi. Essere alto ti permette di spostare meglio il corpo in avanti, diventa uno svantaggio sul dritto ma in frenata ti permette di frenare prima. Braccia e gambe lunghe ti permettono di controllare meglio la moto in curva.”

Poi aggiunge: “Non ho mai visto la mia altezza come un problema, ho sempre dimostrato che un pilota alto può essere veloce. Essere alti non è un problema ma hai bisogno delle persone intorno a te che capiscano le tue necessità rispetto ad un altro pilota.

“Sono contento che Ducati ci supporti”


Proprio come è successo con Lorenzo Zanetti alla fine dello scorso anno, Ducati supporterà anche quest’anno il team HSBK Warhorse e Loris Baz in questa avventura. A tal proposito Baz dice: “Sicuramente è un vantaggio avere Ducati alle spalle perché sanno come mettere a punto una moto per un pilota alto. E Scott lo sta dimostrando cosa può fare un pilota alto su questa moto. Per questo ero contento all’atto della firma che Ducati ci fosse e che ci supportasse. E poi c’è il V4 che è il motore più forte in circolazione. Lo svantaggio di essere alti è che perdi sul dritto ma con un motore così forte puoi evitare di attaccarti ai freni per recuperare quello che perdi sul dritto.” 

“Sono felice che il primo test sia ad Austin, un tracciato che conosco”


Loris parla di quello che lo aspetta da qui alla prima gara di campionato a Road Atlanta ed anche dopo. “La maggior parte del lavoro sarà svolto nei test, e dopo la gara avremo altre sessioni di test che mi aiuteranno a capire meglio tutto. Sono contento che il primo test ufficiale sia ad Austin, un circuito che conosco e che mi piace, non dovrò imparare il circuito ma potrò concentrarmi sul lavoro da fare: conoscere la moto, il team, la mia squadra di meccanici.” 

Poi aggiunge: “L’obiettivo è quello di vincere ed è lo stesso del team. Hanno fatto uno sforzo enorme in questo progetto. Questa moto è una grande sfida per loro e sono pronto. Avrò tanto lavoro da fare e non vedo l’ora.” 

“27 anni dall’ultimo titolo Ducati? Io ne ho ancora 28…”


Loris Baz chiude l’intervista tessendo le lodi del grande Eraldo Ferracci, presente all’epoca del titolo di Corser e tutt’ora presente nella sua squadra. “Non penso di avere più pressione addosso. All’epoca Eraldo Ferracci era il team manager e lo è anche adesso. Eraldo è l’unico che sa come far vincere Ducati qui, ho una vera e propria leggenda che in Europa è conosciutissima. Vorrei riportare il titolo in Ducati 27 anni dopo l'ultimo”.

MotoAmerica, ufficiale: Loris Baz firma con Warhorse HSBK Ducati