Per il secondo appuntamento del 2021, il FIM CEV Repsol ha fatto tappa sui 4005 metri del Circuito Ricardo Tormo di Cheste. Dopo l’exploit dell’Estoril, nel Moto3 Junior World Championship gli occhi erano puntati tutti su Dani Holgado, in forza al Team Aspar, che nel frattempo è salito in vetta anche alla classifica della Rookies Cup. Il sedicenne della vicina Alicante ha primeggiato in ogni sessione, dettando poi legge in entrambe le gare in programma, vinte in maniera così distinta tra loro: nella prima, è stato bravissimo a gestire una brutta imbarcata che lo stava scaraventando a terra a quattro giri dalla fine, rimanendo concentrato, recuperando e negando al giapponese Takuma Matsuyama la gioia della prima vittoria in carriera; nella seconda, ha tenuto a bada gli avversari José Julian Garcia e Ivan Ortolà, che l’hanno insidiato da molto vicino fino alla bandiera a scacchi. Il suo team manager Gino Borsoi ha esultato: “Siamo tutti molto contenti, non soltanto per il risultato finale. Quest’anno Dani è maturato molto e ha fatto quello step che lo porterà a vincere e a confermarsi”.

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I protagonisti della Moto3


Caduto sul più bello in Gara 1, nella seconda manche Joselito Garcia ("La nostra punta di diamante" come lo chiamano nel box della SIC58 Squadra Corse) ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere nelle prove, gravitando sempre nelle prime tre posizioni. Suo il giro più veloce in Gara 2, mentre nella prima gara il miglior crono l’aveva fatto registrare Ortolà, autore della pole all’esordio all’Estoril e sul podio al secondo appuntamento, un biglietto da visita invidiabile per l’esordiente della categoria. Altri piloti continuano a richiedere modifiche, lui pensa soltanto a lavorare e si adatta alla moto, al punto da sembrare molto più maturo della sua età. Alessandro Tonucci non trattiene l’emozione per la prestazione di Ortolà: "Questo 2021 è il primo vero anno di MTA. Non mi aspettavo di essere così competitivo dalle prime gare: una pole position e un podio sono la ricompensa più bella per nostri sacrifici". Nella sfida tra costruttori, tra la GASGAS e la KTM si consolida l’italiana TM Factory Racing: un costruttore in piena regola, come recita lo stesso nome e, pertanto, in continuo sviluppo.

Riccardo Moretti, direttore sportivo della TM ha le idee molto chiare: “Se abbiamo bisogno di intervenire su determinati componenti della moto, possiamo impiegarci anche tutta la notte per produrli e averli pronti l’indomani. Dalla carena, al telaio, al motore: la nostra moto deve essere da Mondiale!”. Il suo pilota David Salvador, pur restando fuori dal podio, ha conservato la seconda posizione in campionato e a metà giugno a Barcellona (il suo circuito preferito), cercherà di regalare alla TM una storica prima vittoria. Gara 2 è stata interrotta dalla bandiera rossa esposta per l’incidente tra i compagni di team di Laglisse Academy, Alessandro Morosi e Filippo Farioli.

Il migliore degli italiani è stato così Luca Lunetta, autore di una gara combattuta e difficile. Pur partendo dalle retrovie, il giovane talento in sella all’Husqvarna dell’AC Racing non si è tirato indietro: caparbio e attento, ha respinto gli attacchi degli avversari difendendo la posizione fino al traguardo e andando a cogliere i primi due punti.

Moto2


Tre su tre, come Holgado in Moto3, lo ha fatto in Moto2 Fermin Aldeguer. Cresciuto assieme a Pedro Acosta (anche lui è di Murcia) sono stati rivali in ogni categoria, prima di avere uno sviluppo fisico diverso: più alto, nonostante sia un anno più giovane, il pilota del Talent Team Ciatti è a suo agio in sella alla grossa cilindrata. Per tutto il fine settimana Aldeguer ha lasciato il segno del campione tra retroscena, sanzioni e aneddoti. A cominciare dalle prime libere, quando gli è stata data bandiera nera per aver perso il transponder della sua Boscoscuro nell’ultimo curvone veloce, proprio mentre stava per scendere sotto il muro dell’1’37”. Entrato troppo carico con la voglia di rifarsi al sabato mattina, ha esagerato ed è caduto.

Non contento, dalla via di servizio ha rimesso in moto, è entrato nel paddock accedendo al box passando dal retro. A fine turno è stato chiamato in Direzione Gara e sanzionato con 100 Euro per la manovra. Ridotta ad appena nove giri per un’altra bandiera rossa, la gara-lampo dell’Europeo Moto2 ha visto Aldeguer partire sparato come se fosse in qualifica, imponendo il suo ritmo e involandosi verso il terzo centro su altrettante gare per consolidare la leadership in classifica. Lo stesso Fermin ci svela poi il retroscena nel parco chiuso: “Abbiamo avuto ritardi sulla consegna della nuova tuta. L’ho indossata nel warm up ma stringeva tanto, al punto che mi si addormentava la gamba sinistra in gara. La bandiera rossa è stata una manna dal Cielo, perché il mio compagno Alonso Lopez aveva preso un po’ di margine. Allo stop, mi sono cambiato davanti a tutti e ho rimesso la tuta vecchia. Sono salito in sella con un buon feeling e sono andato a vincere.

Soddisfatto il manager, Valerio Sbarra: “C’è una lotta in casa una competizione sana: non vediamo al momento candidati al titolo che possano esprimere un potenziale superiore al nostro”. I colori italiani hanno ben figurato grazie alle prestazioni di Mattia Rato che, per la seconda volta consecutiva, ha centrato il suo obiettivo dichiarato della Top 10, chiudendo nono. Appena due posizioni dietro sul traguardo, Alessandro Zetti dell’SF Racing.

La European Talent Cup ha fatto registrare ben quattro vincitori diversi in altrettante gare. Dopo Roulstone e Garcia all’Estoril, a Valencia è stata la volta del dodicenne Brian Uriarte e di Alvaro Carpe: il primo (che a molti ha ricordato Marc Marquez all’esordio, per la livrea delle carene) ha sbalordito scattando dalla 14ª casella sulla griglia; il secondo, dopo molti tentativi, ha finalmente centrato l’obiettivo. Sul podio anche i due compagni di team della Cuna de Campeones, Adrian Cruces e Hugo Millan, che guidano la classifica, separati da un punto. Tan ta sfortuna per il nostro Dodò Boggio, rallentato da un’avaria tecnica in Gara 1 mentre era in lotta per la Top 10. Alla fine lo ha rassicurato anche Borsoi: “Il passo nelle qualifiche è una buona chiave di lettura: uno di quei segnali dai quali si intravede il potenziale”.

Menzione particolare per Marcos Ruda: eroe del weekend. Assente obbligato all’Estoril per non aver trovato una sella, si è presentato in circuito a Valencia mercoledì sera. Salito per la prima volta in assoluto su una Moto3, ha ottenuto il 12° tempo in qualifica con le gomme usate. In gara ha lottato come un leone, mettendosi alla testa degli inseguitori e arrivando a sfiorare il podio in Gara 2, chiusa al quarto posto. Commosso Hector Faubel: “Sono schietto, in queste ore sto cercando un budget, uno sponsor o un team disponibile, per farlo correre come presenza fissa, perché quel che ha fatto qui ha dell’incredibile. È un pilota eccezionale, merita assolutamente una sella!”.

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