La chiamata gli era arrivata mesi fa, lui l'ha valutata, poi ha detto "": Tom Sykes lascerà il Mondiale SBK a fine stagione, e tornerà a correre nel British Superbike, serie che lo fece conoscere al palcoscenico internazionale nella stagione 2008. Risale alla tappa di Donington la wild card sfruttata bene dall'inglese, capace di portare sul podio la Suzuki GSX-R, nello stesso weekend in cui Cal Crutchlow fece lo stesso con Honda

Per il trentaseienne di Huddersfield è pronta una Ducati Panigale V4 R, allestita dal team PBM. L'ex iridato 2013 - con Kawasaki - prenderà il posto dell'australiano Joshua Brookes, destinato ad altri lidi. Al fianco dell'esperto numero 66 rimarrà Chris Iddon.

Per Tom si tratterà di un giro iniziato proprio dal campionato cosiddetto "casalingo", proseguito in lungo ed in largo per il globo, in un epilogo che lo vedrà sicuramente favorito per il titolo finale. Le piste sono da lui già conosciute, agli avversari prenderà subito le misure, il resto lo farà il suo polso destro.

Sykes, uno degli ultimi talenti inglesi a precedere la Brexit


Il Mondiale vinto da Tom nel 2013 fu combattuto e meritato. Già vicino alla posta massima in almeno un paio di occasioni, il leone inglese è uno degli ultimi prodotti nazionali in grado di competere ad alto livello anche fuori dall'Isola di Albione. Insieme a lui, ad esempio, possiamo inserire lo stesso Crutchlow, con il quale si misurava nel BSB.

Johnny Rea è il Re delle derivate di serie, britannico ma nordirlandese. Scott Redding ha debuttato in 125 Grand Prix giovanissimo, è andato forte nella Moto2, ha gareggiato in MotoGP, per poi imporsi nel luogo da cui era partito. I vari Leon Haslam, Chaz Davies ed Eugune Laverty - bravissimi - rappresentano prodotti "old school", di un vivaio allora floreo.

E oggi? Si parla di un interessamento nei confronti di Tarran Mackenzie, ennesimo figlio d'arte, per un approdo in SBK. Il pupillo di papà NIall è sotto gli occhi di Yamaha, che però non ha una R1 libera per l'anno prossimo. Perlomeno, in questo momento. La conferma del giapponese Kohta Nozane in GRT è data quasi certa e le altre pedine sono intoccabili.