Chi sostiene che un pilota sia davvero professionista per il semplice fatto che spenda tutto il suo tempo tra allenamenti e motociclette, dovrebbe rivederne il concetto.

Andrea Mantovani, per esempio, è doppiamente professionale. Il capelluto giovanotto della provincia di Ferrara - che sfoggia un look perfettamente mixato tra moschettiere e rockstar, esibendo una folta chioma e barbetta ben curata - si impegna tutto il giorno, per tutta la settimana.

Andrea, oltre ad essere un competitivo corridore dell'ELF CIV Superbike, è uno dei tanti e abili imprenditori italiani:Ho una azienda che realizza particolari in carbonio” spiega “ed è un lavoro che mi appassiona parecchio. Io mi occupo della parte amministrativa, mentre il mio socio si dedica alla parte tecnica, dalla quale mi sento molto attratto. É bello poter creare telai per biciclette, accessori, pezzi unici e dedicati alle richieste dei clienti. Partiamo da un disegno tecnico, poi facciamo realizzare lo stampo, in seguito lavoriamo il carbonio, sino ad ottenere il prodotto finale. Per rimanere al passo coi tempi e per conferire credibilità, conseguiamo le certificazioni di qualità europee, seguendo corsi di aggiornamento”.

 È una attività che ti impegna molto?

Sì, parto da casa intorno alle sette del mattino. Da Migliarino a Lugo, circa un’ora di strada. Appena arrivo, mi dedico alle tante cose da fare, sino alla pausa pranzo. In circa due ore, mica sto con le mani in mano, anzi. Mi alleno! Alterno corsa a piedi con giri in bici. C’è un negozio di biciclette vicino all’azienda e parto con il gruppo di ragazzi. Finito il tour, una doccia, un panino al volo e poi riprendo a lavorare”.

 In pratica, ottimizzi ogni istante.

Devo, perché altrimenti rimango indietro. Infatti, quando torno a casa, mi alleno ancora un po’ a corpo libero o coi pesi. Insomma, mi tengo in forma costantemente, perché voglio arrivare pronto alle gare. Spesso, dopocena, resto a casa, perché sono talmente stanco da non averne più. Stanco ma soddisfatto, ciò che voglio è fare bene il mio lavoro e ben figurare sulla moto".

 Quando usi la moto?

Nel weekend. Faccio da istruttore in corsi di guida in circuito e rimango a contatto con colleghi e addetti ai lavori. É importante stare in sella, il più possibile. Mi reco spesso nelle piste da cross e faccio fuoristrada. Ciò è molto utile per sviluppare velocità, riflessi, sensibilità e controllo della moto. Un allenamento così mi è stato tanto utile nel passato, specialmente nella passata stagione”.

 Stagione iniziata a piccoli passi e finita in grande crescendo.

Giusto. Ho cominciato con un team, poi sono rimasto fermo, più avanti ho ripreso con un’altra squadra, con la quale ho potuto esprimere il mio potenziale. Nel team Tutapista Corse mi sono trovato davvero bene. La nostra BMW non era la più aggiornata del lotto, però era preparata al meglio ed io la sentivo mia. Al Mugello sono riuscito a fare quello che volevo”.

 Un podio sfumato a pochi metri dal traguardo ed uno centrato il giorno dopo.

Eh, accipicchia. Non ci voleva quell’inconveniente del sabato. Si sa, le corse vanno anche così. La sfortuna è stata cancellata domenica, con una gara da protagonista ed un podio meritato da me, certo, ma anche dalla squadra. È stato incredibile dare fastidio a Savadori e lottare con Pirro. Loro sono due piloti professionisti e possono dedicare tutto il tempo al motociclismo. La RSV4 di Lorenzo e la V4 R di Michele ci rifilava un tot di chilometri orari in rettilineo. Però io riuscivo a recuperare in curva, guidando al limite la S1000 RR. Per me è stato un onore salire sul podio del Mugello con loro”.

 Ti sei guadagnato la riconferma.

Sono molto felice, perché lo staff Tutapista mi tratta bene e mi capisce. Quest’anno avremo a disposizione il nuovo modello BMW, dotato di un potenziale più alto. Io sono pronto, infatti mi alleno sempre. Peccato che la situazione attuale ci blocchi tutti al semaforo rosso. La pandemia è un problema serio e mi dispiace tanto vedere gente che soffre. Ovviamente, mi rammarica anche non correre. Sarebbe bello che, magicamente, finisse tutto in un istante”.

 Quanto sarà bello tornare alla vita “normale” e alle gare?

“Bello? Non sarà bello, sarà fantastico. So che Federmoto stia lavorando per poter iniziare il CIV 2020. Spero che si farà, me lo auguro e lo auspico a tutte le persone che lavorano al progetto, inclusi team e piloti rivali. Dopo tutto questo incubo e rinuncia, durante la quale si devono rispettare i tempi di quarantena, sarebbe bello tornare in pista e vincere”.

 Sogni la vittoria. È giusto.

Sì, il mio sogno di pilota è vincere almeno una gara. Non so se posso definirmi professionista, perché la mia mansione principale è la mia azienda. Poi mi infilo la tuta di pilota. Sono sicuro però di due cose: sono professionale e... la vittoria, quella vera è più bella, sarà proprio tornare a gareggiare nel CIV. Non vedo l’ora che si riaccendano i motori".

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