Samuele Cavalieri era solito recarsi a bordo pista o, quando non ci riusciva, si appiccicava con le mani alla rete metallica, facendone uscire dita e naso, strabuzzando gli occhi come fossero zoom di una telecamera. A lui piacevano - e piacciono ancora - i piloti del mondiale SBK, coi quali il ragazzo di Lido degli Estensi avrebbe voluto tanto misurarsi, per il gusto puro del confronto e per capire quale fosse il suo reale potenziale.

Da pilota titolare e veloce del team Motocorsa, nel 2019 Cavalieri si stava ben difendendo nel CIV Superbike, categoria che affrontava con la tutta da scoprire Ducati Panigale V4 R. Belle gare, lotta tra i protagonisti, podi. Emozioni.

Finché, un bel giorno, per lui arrivò la proposta: “Samuele, che ne diresti se ci schierassimo a Misano tra i piloti del mondiale? Con Zanetti abbiamo accumulato utili dati a Imola, adesso tocca a te. Che ne dici, partiamo?”

L’alto e giovane numero 76 non se l’è fatto ripetere due volte. Innanzitutto, la motivazione infusa lo aveva spinto ad allenarsi ancora più duramente. E poi, c’era una moto diversa da provare, perché i regolamenti dei due campionati differiscono in tanti particolari:Caspita, quando mi sono seduto sulla mia V4 R, mi sono subito accorto di quanto fosse cambiata - svela - anche rimanendone seduto sui cavalletti. Le misure di tante quote e distanze sono differenti, proprio perché i particolari e la preparazione richiesta dal mondiale è più complessa. All’inizio non è stato semplice prendere confidenza con una Ducati così trasformata”.

 Girando il gas e piegando, che sensazioni hai avuto?

Il motore spingeva forte e l’elettronica permetteva ulteriori parametri di settaggio. Il lavoro da fare era parecchio. Ciò che mi ha impressionato di più, tuttavia, era la ciclistica. Mi sembrava di guidare una Moto2, tanto la moto fosse più rigida ed estrema. Abbiamo fatto un test di un solo giorno e poi via, siamo partiti per Misano”.

 Arrivato nel paddock, Cavalieri ha toccato con mano un sogno che stava materializzandosi:Non ho avuto tempo per realizzare - continua - dato che le sessioni cronometrate era tante e la giornata molto impegnativa. Diciamo che, ad un certo punto, sì: mi sono reso conto che stavo realizzando il mio desiderio. Pensavo ‘cavolo, sino all’anno scorso eri sul prato a guardare i piloti del mondiale’ ed in quel preciso pensiero il pilota del mondiale ero io. Fantastico. Appena dopo, sono ho riaperto gli occhi”.

 Cosa hai visto?

“Ho visto quanto nel mondiale si vada forte. Ho dovuto affrontare una situazione meteo non favorevole, tuttavia. Spesso pioveva, poi asciugava, ancora dopo tornava l’acqua. Per una wild card debuttante, il tutto rappresentava una sfida in più. Con i ragazzi di Motocorsa abbiamo lavorato bene, senza rimanere fermi a guardare, evitando passi troppo lunghi. Alla fine, siamo riusciti a portare nel garage punti mondiali. Non eravamo soddisfatti - perché sapevamo di poter fare anche meglio - ma contenti. Correre a Misano era davvero dura”.

 Chi ti ha colpito tra i tuoi rivali?

“In particolare, nessuno. O meglio: sono tutti super veloci e forti, ma ho avuto la netta impressione che Rea ne avesse di più. Ovviamente parlano i suoi risultati in pista, lo so. Però, incrociando con lui qualche traiettoria, ho capito che fosse di un altro passo. Tutti i ragazzi vanno forte, intendiamoci, ma mi aspettavo fossero molto più competitivi di quelli iscritti al CIV. Invece, la differenza non è così netta. Diciamo che i piloti del mondiale, bravissimi, sono più ‘abituati’ ai ritmi gara e del palinsesto di turni racchiusi in poche ore. Loro hanno talento e sono abituati a correre così, ma anche il CIV è di alto livello"?.

 Perciò, Michele Pirro, pluricampione CIV, dove lo collocheresti?

Conosciamo il valore di Michele, lo dimostra spesso nelle wild card in MotoGP. Gli è capitato di partire dalla seconda fila nella Top Class e di prendere punti, battendo i tanti titolari. Senza esagerare, dico che, con un buon pacchetto tecnico, Pirro potrebbe infastidire Rea. Non affermo che lo possa battere, perché è poi la pista a togliere i dubbi, però con una bella moto ufficiale il pugliese darebbe qualche noia al nordirlandese. Questo supporta la tesi: i piloti del CIV sono di livello e forti”.

 Il tuo obiettivo 2020 quale è?

Si spera che la vita torni nella sua normalità, in primo luogo. Poi, si andrà alle corse. Il mio obiettivo è di infastidire Pirro (ride) dandogli qualche sano grattacapo nel CIV Superbike. Se faccio bene, mi gioco il passaggio al mondiale SBK. Non ho ancora completato il mio sogno iridato”.

BSB, ipotesi naked: si lavora alla nuova categoria