Forte del titolo vinto nella classe Supersport 300 tricolore, Thomas Brianti si è preparato duramente durante l’inverno per correre nella medesima categoria mondiale che, però, al momento non è ancora scesa in pista.

Con la sua Ninja 400, il pilota del team Prodina Kawasaki partirebbe come uno dei giovani più interessanti da tenere d’occhio: le entry list della serie internazionale sono sempre fitte e ricche di talenti, tra i quali proprio il numero 48, sul nostro gradino nazionale più alto in cinque occasioni l’anno scorso.

Purtroppo, come ben sappiamo, la pandemia ha fermato i programmi sportivi 2020 e sono tanti i dubbi relativi alla stagione iridata. Salgono le quote, invece, dei campionati nazionali, in primis quelle del CIV.

Qualora non fosse possibile schierarsi nel mondiale, Brianti si è dimostrato molto interessato alla partecipazione del nostro campionato:Chiaramente, si spera che parta il mondiale - Thomas è pronto - purtroppo, ancora non si sa. In caso contrario, mi piacerebbe molto difendere il titolo vinto nella Supersport 300 italiana. Saranno da considerare i programma del team, ma da parte mia correrei volentieri ancora nel CIV, un campionato di alto livello. La voglia di tornare in moto è tanta e in gara potrei rivivere ancor di più l’ebbrezza della adrenalina”.

 A motori spenti, è importante mantenersi in forma: “Certo - conferma - infatti mi sto allenando a casa, malgrado facile non sia. Rimanere sempre chiusi non aiuta, la voglia cala e bisogna veramente tenere duro. Per fortuna, riesco a reagire bene, facendo tutto il possibile. Quando si comincerà, sarò preparato; la 300 è una classe davvero combattuta".

Se parteciperai al CIV, saresti il pilota da battere nella Supersport 300.

Innanzitutto, devo dire che la partecipazione al CIV non sarebbe una ‘B solution’, anzi, perché il nostro campionato è in continua crescita agonistica e tecnica. Sicuramente, molti piloti che non potranno fare il mondiale, correrebbero nell’italiano, campionato che non va sottovalutato.

Dal canto mio, penso di essere un ragazzo umile, coi piedi per terra. Ecco perché non me la sento di sbilanciarmi: io darò, come sempre, tutto me stesso. Poi, vedremo. La pista dirà tutto. Non voglio pensare che, avendo vinto nel 2019, io sia automaticamente il più forte. La Supersport 300 è una categoria in continua evoluzione: se prima si vedevano guide ‘sporche’, adesso ogni pilota è pulito ed aggressivo, infatti, si vedono gare tirate ed in gruppo dal primo all’ultimo giro”

In Italia sfoggeresti il meritato numero 1?

Quello è il numero del campione in carica, mi piace e capisco quale significato abbia. Però io voglio tenere il numero 48. Voglio continuare ad onorare Shoya Tomizawa, il giapponese era un pilota che mi piaceva tanto e, quindi, terrò il 48 finché sarà possibile farlo”.

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