Grazie ad ottimi risultati ottenuti nel finale di campionato 2019, il Tutapista Corse viene inserito tra le compagini più promettenti della stagione che deve ancora partire.

La forzata pausa non ha smontato gli entusiasmi di Fabrizio Biasion, ex pilota ed attuale team manager, che ha legato la propria azienda a BMW:Ho corso contro Dario Marchetti e rivali di quel calibro - racconta il proprietario della squadra con base a Padova - difendendomi egregiamente. Poi, appeso il casco al chiodo, ho intrapreso l’avventura di manager. I buoni piazzamenti conseguiti hanno portato la mia azienda ad una fedeltà nei confronti del marchio BMW, con il quale collaboro da tempo, realizzando preparazioni ad hoc per il cliente finale. Inoltre, le competizioni: Sono una appassionato di meccanica, sfruttando la base di nozioni ed esperienze maturate nell’ambito elettronico, ho fondato Tutapista Corse nel 1998. Dal 2007 siamo iscritti al CIV, campionato in cui abbiamo schierato piloti come Chiarello, Perotti, Lanzi, Polita, Gamarino e Mantovani”.

Proprio con Mantovani avete preparato la sfida 2020.

“Sì. Quando Gamarino ha liberato il posto, Mantovani è arrivato nel team quasi per caso, l’anno scorso. Andrea è un pilota forte ed un bravo ragazzo, abbiamo visto quanto possa andare forte. Da un piccolo test iniziale, è nata confidenza reciproca, sino a scendere in pista per i round ufficiali. Mantovani va capito e, se questo avviene, esprime il proprio potenziale.  Siamo andati forte nei test di Vallelunga, ci siamo conosciuti pure meglio. Lui è un operaio, una persona umile. Ci mette l’anima, come faccio io. Con una moto a posto - la nostra BMW - insieme possiamo ottenere i risultati che meritiamo”.

Come il podio del Mugello 2019.

Esatto, che avrebbe fatto il paio con un altro podio del sabato. Mannaggia, il problema tecnico ci ha lasciato a bocca asciutta. Peccato, ma sappiamo come siano le corse. Ci siamo riscattati il giorno dopo, anche se devo ammettere che finché Andrea non ha oltrepassato la bandiera a scacchi, non osavo cantare vittoria. Combattere al Mugello con avversari ufficiali quali Savadori su Aprilia e Pirro con Barni e Ducati, ha rappresentato per noi una sorta di successo”.

Come hai affrontato il lockdown degli ultimi mesi?

Rispettando le regole e facendo i calcoli. Perché non correre è un problema per noi di Tutapista e per tutti i team legati ad una azienda di settore. Parlando di risorse economiche, l’ossigeno di riserva c’era, ma sta esaurendo progressivamente; adesso abbiamo difficoltà, perché avevamo allestito i modelli nuovi della S1000 RR con relativi ricambi previsti per la stagione. Tutto è fermo, sponsor, aziende di contorno, movimento. Occorre reagire e pure presto”.

Come ti sei mosso?

Per dipingere la situazione, cito un esempio tecnico. Lo scorso anno, abbiamo trovato con la Federazione un accordo riguardante la centralina unica. Io avrei iniziato il campionato 2020 con l’unità BMW ma, non nascondo che avevo già materiale per sviluppare la centralina MoTec, prescelta per l’anno prossimo. Avremmo voluto usarla nei test, con l’obiettivo di trovarci preparati nel 2021, ho paura che dovremmo rimandare quel tipo di prove”.

Ne hai parlato con addetti ai lavori e colleghi?

Certo. Nel recente passato, è stato creato un comitato che comprende i team della Superbike. In una assemblea scorsa è emerso che fosse giusta una richiesta di riduzione costi. Per esempio, è stata proposta una formula di spese inferiori per le gomme; anziché tenerle, i team le lasciano a Pirelli, che riporta in azienda le coperture. E poi, la benzina: un abbattimento dei costi relativi ai carburanti.

Ci sono tante idee. Il mio punto è chiedere condizioni ideali per farci disputare il campionato 2020, altrimenti, l’anno prossimo sarà impossibile per Tutapista ed altre squadre esserci. Non vogliamo correre gratis, ci mancherebbe. Direi, si potrebbe farlo a cifre accessibili. Qualora non si riuscisse a partecipare quest’anno, il castello di situazioni cadrebbe e addio stagioni future”.

Quindi, è fondamentale correre quest’anno in previsione futura.

“Scendere in pista quest’anno serve anche ad attutire un trauma economico agli sponsor che hanno già pagato. I marchi esposti su carene e box, non avendo un ritorno di immagine, potrebbero richiedere note di accredito di ritorno. Sui contratti ci sono pure queste note e vanno rispettate. Meglio evitarle, però”.

Sono in programma quattro round del CIV.

Quattro round non sono sei, d’accordo. Tuttavia, quattro weekend di gare sarebbero sufficienti per salvare il salvabile. Con un buon numero di arrivi a punti, i titoli sarebbero assegnabili e tutto tornerebbe a posto. Sarebbe bello tornare a luglio, io penso che Federmoto farà il possibile per recuperare tutte le pista previste in calendario”.

Con quattro round i costi sarebbero inferiori ai sei previsti ad inizio anno.

Logicamente sì, comunque, chiederemmo una piccola riduzione di costi 2020, per affrontare poi la 2021. ponendo che si torni a luglio, sarà bellissimo esserci e so che lo spettacolo sarà garantito da piloti e moto partecipanti. Si parla di wld card? Ben vengano: avremmo una visibilità eccezionale, inoltre, vivremmo un confronto diretto con formazioni che competono in campionati internazionali. Anche perché penso che Supersport e Superbike nostrane siano di eccellenza. Pirro è un pilota da mondiale, sono d’accordo con la Federazione che punta a tenerlo con noi”.

Eventi a porte chiuse sono sostenibili?

Non rappresenterebbero il massimo della vita, ma... Un eventuale evento a porte chiuse va preso come una situazione di passaggio. Al momento, dobbiamo stare uniti ed affrontare il problema usando il buonsenso. Credo che la pandemia abbia creato una distinzione tra appassionato vero e semplice partecipante. Parlo per me: io corro mettendoci del mio. Amo il motociclismo, sarebbe un peccato veder svanire gli investimenti fondamentali. Anche partendo in ritardo, sarà fondamentale correre le gare di quest’anno. In questo frangente, le aziende sono in difficoltà e ogni azione propositiva viene valutata”.

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