Anche la FederMoto, così come la Dorna, sta lavorando in queste settimane per provare a far partire il prima possibile la stagione agonistica. Nella Velocità, il CIV potrebbe essere il banco di prova a livello mondiale per capire se il sistema, con tutte le precauzioni e le limitazioni del caso a livello di sicurezza, può reggere.  

Il gruppo di lavoro guidato da Simone Folgori, responsabile FMI per il settore Velocità e il campionato italiano, punta infatti a essere il primo, fra soltanto due mesi, a riaprire i cancelli delle piste per le sfide nazionali. Con una possibilità, affascinante ma più complicata, di ripartenza già a fine giugno.  

L’ipotesi di calendario per il CIV parla di quattro round da luglio a ottobre con una sessione di test in giugno. Pensate di poter ripartire più facilmente rispetto al mMndiale perché si correrebbe in un unico Paese e perché i numeri delle presenze nel paddock sarebbero più semplici da gestire? 

"Abbiamo fatto questo tipo di programmazione seguendo l’iter straordinario del periodo che stiamo vivendo. Non abbiamo comunicato nulla sui calendari a marzo e ad aprile ma poi c’è stata un’accelerata perché sulla base dei continui confronti con il Ministero, abbiamo ritenuto ci fossero le condizioni per programmare una ripresa. Così abbiamo sentito tutte le parti in causa, e abbiamo pensato che i classici sei round non fossero sostenibili ma quattro sì, sia dal punto di vista logistico che sanitario ed economico. Spinti anche dal fatto che sicuramente le dinamiche nazionali saranno più semplici di quelle internazionali e quindi potremmo essere un’opportunità per far muovere di nuovo più velocemente il nostro sport". 

Chi ha proposto le riunioni con i team?  

"Devo precisare che in questi mesi abbiamo avuto un contatto quotidiano con i vari attori delle gare: team, piloti, circuiti, Moto Club. Poi alcune squadre della Supersport mi hanno chiesto una riunione video per fare il punto della situazione, e visto che poi si sono aggiunte anche quelle della Superbike e delle altre classi abbiamo deciso di fare un incontro con i rappresentanti con i quali ci siamo sentiti più spesso, per parlare, guardarci in faccia anche se attraverso uno schermo e spiegare a voce quale potrebbe essere lo scenario futuro. Loro poi, hanno fatto da tramite con gli altri team al termine della riunione, per relazionarli su ciò che ci siamo detti".

Cosa vi siete detti durante l’incontro? 

"È stato un incontro costruttivo, anche perché abbiamo sempre abituato i team a questo tipo di confronti, senza mai imporre cambi di regolamento o di calendario ma cercando di arrivare tutti insieme alle migliori decisioni possibili. Poi è chiaro che alla fine una decisione va presa e c’è sempre chi è più o meno soddisfatto, ma quello fa parte del nostro ruolo. Mi ha ha fatto molto piacere constatare come alcune delle proposte arrivate da loro fossero sullo stesso piano delle nostre già impostate, quindi significa che in linea generale c’è buon senso ed è comune a tutti, e c’è invece poco spazio per gli interessi dei singoli. C’è una gran voglia di fare 'sistema' ed è una bella conferma. Spesso si chiede di tagliare i costi, di cancellare alcuni pagamenti programmati ma voglio precisare che la Federazione non può sostituirsi al Governo, con un’immissione di liquidità a sostegno del nostro sport per la stagione 2020. Adesso ciò che noi possiamo fare è cercare di capire quali siano gli strumenti necessari e più facili per poter ripartire, sempre rispettando il nostro bilancio annuale. Noi non ci tireremo mai indietro e faremo sempre la nostra parte ma per permettere ai piloti di correre dobbiamo pagare gli autodromi, il personale e tutto ciò che serve per far funzionare i campionati. E se manca il supporto economico dei team con le iscrizioni e il resto, non possiamo farlo".  

ELF CIV 2020: pronto il piano di ripartenza

Alcune agevolazioni importanti però sono arrivate al termine dell’ultimo Consiglio federale… 

"Esatto. Tra gli altri, la riduzione dei costi della licenza piloti 2021 considerando i mesi persi quest’anno, le omologazioni dei circuiti validate anche per il 2021 senza costi aggiuntivi, il sostegno ai Moto Club che avranno condizioni agevolate per la riaffiliazione 2021. Metteremo tanto del nostro per sostenere l’attività, anche se la FMI in questa fase ha perso tra i 2 e i 3 milioni".  

Nello specifico, quali sono state le linee guida uscite dalla riunione con i team? 

"Con quattro round e non sei abbiamo già dato un’idea di riduzione dei costi perché facendo meno gare le spese saranno inferiori. Poi dovremo rimodulare alcuni punti del regolamento in base alle nuove necessità: prima servivano tre motori a stagione, adesso ne basteranno due. Qualcuno ha chiesto la riduzione del numero dei pneumatici per ogni weekend e la riduzione dei costi della benzina ma è chiaro che per queste ultime due decisioni dovremo parlarne con i nostri partner". 

E le modifiche al regolamento? 

"Ci sono state proposte di congelamento del regolamento tecnico del 2020 per le stagioni future oppure attuare il regolamento del 2019 in questa stagione. Mi sento di respingere quest’ultima opzione, perché non abbiamo fermato l’anno agonistico a ottobre ma l’11 marzo, quando ormai tutti avevano svolto lo sviluppo sulle moto in base alle norme del 2020. Quindi non commetteremo l’errore di far aumentare le spese ai team facendoli tornare a zero ma dovremo essere bravi a riadattare nel miglior modo possibile il regolamento attuale. Per quanto riguarda il congelamento per le prossime stagioni, in realtà è già attivo: la Superbike prevede il cambio del regolamento soltanto nel 2021, una novità annunciata due anni fa. Quindi è chiaro che tutti si sono già mossi in questi anni per lavorare sulle nuove norme. La Supersport e la Supersport 300, a livello tecnico sono in linea con il Mondiale e quindi se si fermano loro ci fermiamo automaticamente anche noi. Stessa cosa per la Moto3, mentre per la PreMoto3, avendo un motore di derivazione Crossistica deciso attraverso un bando, credo proprio che sviluppi importanti in questo senso non ce ne saranno".  

Pensate a un paddock ancora più ristretto, con pochi meccanici, senza giornalisti e a porte chiuse? 

"Dipenderà dalla situazione al momento dell’evento. Se dovessimo iniziare oggi, è chiaro che queste dovrebbero essere le restrizioni ma avendo tempo fino a luglio vedremo come comportarci. Inizieremo a capirlo già il 20 giugno, quando sono previsti i test precampionato. E non è detto che quella data non possa diventare l’appuntamento del primo round di gara. Vedremo cosa succederà di settimana in settimana". 

Gare a porte chiuse? La maggioranza è favorevole

Gli addetti ai lavori del CIV verranno sottoposti ai tamponi? 

"Faremo quello che richiederanno le istituzioni sia a livello nazionale che locale. Se ci diranno che per correre è necessario sottoporre tutte le persone coinvolte ai tamponi, valuteremo i costi e decideremo".  

Se si dovesse partire a luglio, avrete tutti gli occhi puntati addosso perché potreste fare da “evento zero” anche per i vari Mondiali.  

"La sento come una grande opportunità, anche per far vedere a tutti ancora una volta che non soltanto all’estero sanno fare bene le cose. Sarebbe un’occasione per noi e anche per la Dorna, che sentiamo regolarmente per aggiornarci sullo stato delle cose: se dovessimo riuscire a partire prima degli altri, ci sarebbe anche l’interesse di tanti team del Mondiale, vogliosi di iniziare a correre. Saremo al centro di questa possibile riapertura, sentiamo la responsabilità ma sono convinto che faremo bene".

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E dell’idea della super gara con protagonisti del mondiale Moto3, Moto2, Superbike e Supersport? 

"Se devo pensare che Valentino Rossi e Andrea Dovizioso possano iscriversi al CIV Superbike, direi di no perché ci sarebbero troppe complicazioni. Però se parliamo di loro al centro di alcune attività in pista, con turni a loro dedicati o iniziative simili magari durante il weekend del CIV direi di sì. Per le altre categorie, invece, credo sia più semplice a livello di gestione e quindi sono fiducioso: alcuni team del mondiale, anche Moto3, hanno già mostrato interesse e confermato la presenza in caso di nostra partenza".  

Come stanno rispondendo gli autodromi e i partner? 

"I partner vogliono capire quali saranno i programmi per poi riparametrare i loro interventi. Questo discorso, ovviamente, si ricollega ai costi che la FederMoto deve sostenere sia con che senza il supporto dei partner. Sono tante le variabili che stiamo analizzando con loro ma mi fa piacere vedere una linea sempre costruttiva e mai di abbandono. C’è fiducia. Stessa cosa con i circuiti: stiamo facendo squadra, c’è un continuo confronto anche perché come FMI, attraverso il lavoro del presidente Copioli, siamo interlocutori rapidi tra loro e il Ministero e credo che in queste settimane abbiamo dato prova della nostra efficacia sull’argomento".  

Cosa ti senti di dire agli addetti ai lavori e ai piloti della Velocità italiana? 

"L’Italia è padrona del motociclismo ma spesso guardiamo troppo a casa degli altri, senza capire che grande lavoro stiamo facendo tutti assieme. Questa è l’ennesima opportunità per rimanere uniti, fare “sistema” e mostrare a tutti di cosa siamo capaci. Ripartendo più forti di prima, e magari iniziare a ragionare più a livello sportivo che economico. Ai piloti dico che stiamo facendo di tutto e di più per metterli in pista il prima possibile e nelle migliori condizioni. Come abbiamo sempre fatto. Ci aspetta un periodo diverso e serve ancora un po’ di pazienza perché agire di fretta ora è un rischio. Ma sono sicuro che ripartiremo". 

Quanto sei fiducioso da 1 a 10 per una rapida ripresa? 

"Direi un bel 7".

Il calendario ufficioso 


20 giugno - Mugello - Test

25-26 luglio - Misano - Round 1 

agosto - data e circuito da definire - Round 2

19-20 settembre - Mugello - Round 3 

3-4 ottobre - Vallelunga - Round 4

L'editoriale del Direttore: la lunga attesa