Giacomo Mora, “Jack” per gli amici, ha 17 anni e arriva dalla terra dei motori: è nato e cresciuto (sulle due ruote) a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, ed è stato uno dei pochi – tredici – piloti a scendere in pista nel test di Misano subito dopo il lockdown per la pandemia di Coronavirus.

Un Talento Azzurro


Portacolori di AG Motorsport Italia dal 2017, quest’anno Giacomo Mora punta al titolo nel CIV Supersport 300, ma disputerà anche quattro o cinque wild card nel mondiale.

Per lui sarà la seconda stagione nel tricolore: una sfida combattutissima, dove lo scorso anno è riuscito a classificarsi quinto al debutto, dando dimostrazione di avere tutte le carte in regola per puntare in alto. Le sue doti sono state notate anche dalla Federazione Motociclistica Italiana, che lo ha arruolato fra i ‘Talenti Azzurri’.

“Non avevo mai visto Misano così vuota, ma è stata un’emozione bellissima tornare in pista”, ricorda Giacomo Mora a proposito della giornata di test al ‘Marco Simoncelli’.  “E’ poi è stato particolarmente bello perché eravamo su un circuito come quello di Misano, che è uno dei più spettacolari che abbiamo in Italia. Mi è piaciuto molto anche il nuovo asfalto, e come sono stati disegnati i nuovi cordoli”.

Era la prima uscita dopo il lockdown, con mascherine e disinfettanti. Come ti sei trovato?

“Secondo me hanno fatto benissimo a prendere tutte le precauzioni, il Coronavirus è una cosa serissima. C’era un box libero e uno occupato per mantenere le distanze, ed è stato un po’ strano perché non abbiamo mai vissuto una cosa del genere, ma per correre in moto si fa tutto…

“E' stato particolare anche perché mi sono trovato circondato da piloti molto conosciuti, come Bastianini e Bulega, e mi ha colpito molto di trovarmi ad allenarmi con loro”, aggiunge Mora, che non ha voluto farsi mancare un 'selfie' a Bulega.

Sudore e tenacia


Nel lockdown ti sei allenato?

“Sempre. Non ho mai abbassato la guardia e mi sono allenato tutti giorni senza mai fermarmi. Quest’anno sono entrato a far parte dei Talenti Azzurri e la Federazione mi ha mandato costantemente le schede di allenamento, che mi hanno aiutato moltissimo. La preparazione è la chiave di qualsiasi successo”.

Quanto è importante crederci?

“Tanto. Una passione bisogna coltivarsela con sudore e tenacia, e perché no a volte anche tirandosi su le maniche sporcandosi le mani, con il motore. La prestazione viene anche dall’officina. La moto bisogna farsela su misura, sulla pelle come un tatuaggio. Come l’artista, ma su due ruote”.

Dal motocross alla pista


Il primo approccio di ‘Jack’ con le competizioni è stato già a 13 anni, nel Motocross 85cc. La sua prima moto da velocità è arrivata due anni più tardi:  la Ohvale GP= 160, che lo ha visto classificarsi terzo nella finale nazionale.

Poi, nel 2017, è passato a vestire i colori di AG Motorsport Italia e ha debuttato nella Yamaha R-125 Cup, piazzandosi quarto assoluto. L’anno dopo è passato alla R3 Cup, chiudendo quinto assoluto e lo scorso anno, nello Junior Team Yamaha, si è classificato quinto nella SuperSport 300 CIV. Ha corso anche come wild card a Misano, piazzandosi 20 su quasi 60 iscritti, e Imola, classificandosi ventesimo del Gruppo A (la gara non si è disputata per un temporale).

Ora, è pronto a tornare in pista nel primo round dell’ELF CIV, il 4-5 luglio, sul circuito del Mugello.

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