Un successo cercato, voluto e ottenuto con un sorpasso su Savadori nella fase finale della corsa, che ha permesso a Michele Pirro di fare un balzo avanti in classifica, dopo lo zero di ieri. Ma quella conquistata in Gara 2 al Mugello è una vittoria che il rider del team Barni non cercava soltanto per riscattarsi dalla caduta di sabato.

"A parte il caldo e l'errore di ieri, oggi, a parte che è il mio compleanno, ci tenevo a vincere, un po' per l'amarezza di ieri, un po' per dedicarla a una persona che è scomparsa questa notte, la moglie del nostro team manager MotoGP Davide Tardozzi" ci racconta il ducatista a fine gara.

Ducati in Lutto, è morta la moglie di Tardozzi

Ma la vittoria Michele se l'è dovuta sudare, perché Savadori e l'Aprilia del team Nuova M2 Racing si sono dimostrati degli avversari alquanto ostici.

"È stata una gara tosta, perché comunque l'Aprilia e Savadori sono competitivi - continua Pirro -. A sentire loro sembra che sono molto penalizzati perché gli han tolto i giri, però non dicono che gli han dato 100 cc in più. sono gli unici che corrono con il 1100".

"Bisogna essere onesti nella vita e ammettere che la moto non è superiore né inferiore a Ducati e quindi bisogna giocarsela dall'inizio alla fine, visto che comunque anche Ferroni nel National fa dei tempi da Campionato Italiano, ai nostri livelli, miei e di Savadori, quindi vuol dire che è comunque una moto con un pacchetto competitivo come il nostro".

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