Episodio che ha lasciato un po' tutti sorpresi quello capitato alla fine della giornata di sabato sul tracciato di Vallelunga. Al termine di Gara 1, Marco Barnabò, in comune accordo con la squadra ed i piloti, ha deciso di non partecipare a Gara 2 di domenica. Michele Pirro e Samuele Cavalieri hanno così presentato la rinuncia a partecipare causa problemi tecnici. Tutto legittimo e, a termini regolamentari, nulla di così elatante.

Alla base, però, del gran rifiuto a correre c'è la squalifica dalla Q1 del venerdì, quando ad entrambi i piloti Barni (Pirro e Cavalieri) sono stati tolti i tempi. Il motivo? Non risultavano punzonate le gomme utilizzate. Una decisione che non è andata giù e che ha portato, di fatto, i due piloti a partire da posizione arretrate. Michele Pirro, probabilmente causa anche asfalto bagnato, ha preferito non scendere in pista in Q2, partendo così dall'ultima casella. Samuele Cavalieri ha tentato di rimediare portando a casa un 10° tempo in griglia.

A seguito di questo il Barni Racing Team desidera riepilogare quanto accaduto:

- Conformemente all’ art. 6.1 del Regolamento Tecnico Superbike (RTSBK) il team ha acquistato gli pneumatici utilizzati nella Qualifica 1 dal racing service del Fornitore Esclusivo della manifestazione. L’acquisto è comprovato da regolare fattura.

- Gli pneumatici sono arrivati alla sede del Barni Racing Team privi del contrassegno di colore giallo che - sempre in base all'art. 6.1 RTSBK - "viene applicato dal racing service stesso prima della consegna”.

- Il responsabile degli pneumatici in pista stesso, con mail inviata alla segreteria del CIV,  ha riconosciuto che le gomme erano state effettivamente acquistate presso il Racing Service ed erroneamente spedite senza contrassegno.

- Solo a seguito della segnalazione da parte del responsabile degli pneumatici ai commissari circa l'assenza del contrassegno, il CGC ha deciso di escludere Pirro e Cavalieri dalla Q1. 
- Le gomme utilizzate in Q1 da Pirro - una Pirelli SCX - e da Cavalieri non hanno dato alcun vantaggio al team. 

Fermo restando l'art. 6.8.2 e 6.9.2 dell'RTGS, a seguito di questa catena di eventi, solo il team ha pagato le conseguenze dell'accaduto.  

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"Nessuno se ne è accorto e noi paghiamo le conseguenze"


"Come successo tante altre volte - spiega Barnabò - ho acquistato le gomme dal racing service Pirelli, le abbiamo portate in pista e montate sulla moto. Di queste sei gomme due non avevano il contrassegno giallo che certifica la provenienza, ma in tutta la catena che va dal fornitore al montaggio sulla moto in pista nessuno se n'è accorto. A testimonianza della nostra buona fede e del fatto che le gomme utilizzate sono quelle del fornitore ufficiale della manifestazione abbiamo la fattura di acquisto".

"Tutto questo non basta e tocca solo a noi pagare le conseguenze dell'accaduto. Dopo aver parlato telefonicamente con Massimiliano Damiani, responsabile degli pneumatici in pista, credevo che la situazione fosse rientrata, invece solo stamattina
(sabato,nda) abbiamo scoperto della squalifica. Michele così è stato costretto a partire ultimo anziché tra i primi, e nel tentativo di recuperare è caduto. L'unico aspetto positivo è che nessuno alla fine si è fatto male, ma io sono davvero amareggiato. Per questo abbiamo deciso, di comune accordo con i piloti, di non prendere parte alle gare di domenica".

Da parte della Federazione, al momento, nessuna comunicazione ufficiale, certo è l'aver applicato il regolamento con le sanzioni previste in questi casi. Per il fornitore Pirelli, tirato in ballo, la situazione è alquanto inspiegabile dato che spetta anche ai team il controllo, prima del montaggio, sulla presenza o meno di etichette adesive. E, qualora mancassero, dovrebbe essere premura della squadra provvedere a segnalare eventualmente l'etichettura prima di scendere in pista.

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