Di puntata in puntata, andremo a scoprire quali freschi talenti propone il vivaio italiano, il nostro nazionale. Il protagonista di oggi è un giovanissimo azzurro, sempre sorridente, positivo e determinato, che abita in una cittadina che vanta piloti già esperti e titolati. Lui si chiama Davide Conte, è nato a Torino il 19 maggio 2004 e, come alcuni suoi ben conosciuti colleghi piemontesi, vive a Chivasso, località che apre le campagne e offre diversi itinerari di allenamento.

Proprio il numero 10 elenca nomi che hanno scritto le pagine del motociclismo: "Rolfo, Bagnaia, Vietti e Surra descrivendone anche peculiarità caratteriali, spiegando che le imprese si possono realizzare anche nella zona di origine: "brava gente e forti corridori. Io penso che in Emilia Romagna ci sia il maggior numero di posti per girare su una due ruote, ma qui vicino a casa ho Lombardore, un tracciato non male, nel quale si possono mantenere vivi i riflessi e mettere a dura prova la propria abilità. La pista offre curve veloci e tecniche, non è facile affrontarla. Inoltre, ci sono alcuni interessanti kartodromi ove poter iniziare l’attività. Diciamo che anche in Piemonte si può intraprendere la carriera di pilota”.

Hai le idee chiare. Quale è il tuo programma di allenamento?

 Esco in bicicletta spesso, mi piace la mountain bike. Tra boschi e sterrati, mi diverto in libertà. Anche se preferisco su tutto andare a correre. Siccome in questo periodo non è possibile recarsi in palestra, rimango all’aria aperta, tenendomi in forma nel miglior modo possibile. A casa seguo schede tecniche suggeritemi dal mio preparatore: sono efficaci e servono pure quelle, perché la pista esige tanto ed il CIV Supersport 300 non è una passeggiata".

Come è andata la stagione 2020?

L’inizio è stato un po’ complicato; io ed il team Extreme abbiamo dovuto fronteggiare alcune noie tecniche, via via risolte. Da una stagione in difficoltà, la nostra è divenuta una annata in crescita, con la Kawasaki Ninja 400 sempre meglio, di uscita in uscita, sino al quarto posto colto al Piero Taruffi. Io ho fatto esperienza, la squadra ha risolto i problemi e, insieme, nel finale ci siano tolti diverse soddisfazioni. Contiamo di continuare, sempre nella 300, con un progetto ambizioso: Dunlop ci supporterà ufficialmente, fornendoci coperture con cui sfidare gli avversari gommati Pirelli”.

"Rinoceronte" è figlio d'arte


Il piccolo Conte è affiancato da un Conte più esperto e barbuto: "Mio padre si chiama Rino, ha corso dal 1996 al 2012, partecipando a tutti i campionati di contorno al CIV. Dal Moto Estate al Trofeo Vivaldi e Ghiselli, Continental Cup ed altri. Papà ha gareggiato con moto da 600 centimetri cubi, sino alla 1000. Lui è stato parecchio in questo mondo ed io sono, come dire, una sorta di... erede della sua passione. Infatti, Rino e mamma Fausta mi hanno seguito per tutta la stagione ed il mio nickname è Rinoceronte, in onore a... Rino".

Avrai un anno in più di esperienza, quale traguardi ti prefissi?

“Il mio obiettivo è figurare tra i protagonisti di classe. Non posso fare pronostici, preferisco vivermi gli attimi, però l’idea è di battere parecchi rivali che usano gli pneumatici Pirelli. Chissà, magari ritrovando qualcuno di loro sul podio, più volte. Con Dunlop mi sono trovato bene in una prova fatta mesi fa e poi ancora a Vallelunga. Abbiamo capito dove poter crescere, credo che saremo la mina vagante 2021 e... scommetto su di me”.

Adesso lancia un messaggio a Rino.

“Papà, non ti preoccupare: quando io abbasso la visiera sono attento e ‘prudente’, nel senso che valuto ogni manovra e rischio. So che tu hai corso in pista e ciò era più semplice che seguire un figlio da un garage, ma mi ritengo responsabile. ed attento. Sicché, vieni in griglia di partenza pure tu, non lasciare che lo faccia solo mamma. L'anno prossimo voglio te e lei con me, magari in pole position".

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