Incuriositi da una immagine bellissima dal paddock, con padrona e cane sempre insieme, abbiamo contattato Beatrice Barbera, che ci ha svelato di rispondere dal Cile. Dal Cile?! Ci siamo subito chiesti cosa mai ci facesse in Sudamerica la ventiseienne cagliaritana, protagonista dello Women’s European Cup, campionato inserito nell’ELF CIV 2020: “Mi trovo qui perché faccio la pre stagione da queste parti - ecco svelato l’arcano - infatti, ho corso una gara nella serie nazionale cilena. Con la Kawasaki Ninja 400, sono iscritta in una categoria che si chiama GP3 Experto, che rispecchia il regolamento della Supersport 300 mondiale”.

Anche la Women’s gode dello stesso regolamento.

Sì, una peculiarità di rilievo e io mi ritengo soddisfatta di come sia andata la stagione. Si trattava del mio primo anno di gare in Italia e mi è piaciuto molto l’ambiente, il paddock, le persone. Sono contenta, ho notato in me una crescita costante, per un bagaglio di esperienze che mi ha permesso di gettare buone basi relative al 2021 ricco di caratteristiche ulteriormente migliorabili".

Quali sono le tue caratteristiche personali?

“Se parliamo di guida, non saprei come definirmi. Diciamo che quando sono in sella, uso molto osservare tutto ciò che mi circonda. Sì, mi ritengo una osservatrice, la quale pensa che si possa imparare da ogni tipo di avversario, dal più veloce al meno rapido. Ho vari idoli del mondo femminile, partendo dalla spagnola Ana Carrasco, sino alla connazionale Sara Sanchez, al via dello Women’s 2021. Mi piacciono parecchio pure la nostrana Roberta Ponziani - terza quest’anno - e la cilena Isis Carreno. Oguna di loro possiede ottime doti”.

Pure il tuo cane ha grandi doti.

Dici davvero (ride) lui si chiama Achille, è un bulldog inglese, solito accompagnarmi sempre in pista, sia alle gare che nelle sessioni di test. Come cane è un tranquillone, sebbene abbia quasi due anni e si ritovi tra motori, rumori e persone. Mi piace averlo con me in tutte le occasioni che vivo quotidianamente".

Ragazza in carriera


Beatrice vanta doti accademiche ed il lavoro non la spaventa, tutt’altro:Vero, ho frequentrato l’Università di Architettura a Cagliari, la mia citta. Nel frattempo ho, iniziato a lavorare nell’ambito della ristorazione come cameriera. Da poco più di un anno mi sto completamente dedicando al motociclismo, vestendomi da pilota e pure nei panni dell’organizzatrice: il mio fidanzato gestice un team in Italia, il GP3 Pa Sa Ma, un trampolino di lancio per i corridori sudamericani che vogliano gareggiare in Italia. Essendo il mio fidanzato cileno, il collegamento tra i due mondi è diretto”.

Organizzare un team è un bell’impegno.

Eccome, infatti mi occupa tanto tempo, ma adoro farlo. Pensa che dal 2020 abbiamo preso una casa a Forlì, stabilizzandoci in Romagna per accogliere durante la stagioni i nostri piloti. Il nostro piano prevede allenamenti in moto, tenute in palestra ed un nutrizionista. Con noi ci sono ragazze provenienti da Spagna, Argentina e Cile”.

Credete molto nel Campionato Italiano Velocità.

Moltissimo, ecco perché ritengo che il nostro team sia un trampolino di lancio da Sudamerica all’Italia, che porti poi al professionismo. Per il 2021, la mia idea è di continuare anche in sella, sto valutando se continuare con Kawasaki o passare a Yamaha. In ogni caso, l’idea è di fare un altro anno nello European Women’s Cup, campionato ideale per le ragazze, poiché competitivo e divertente”.

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