Un lungo scatolone, con le scritte "Kawasaki" in bella mostra. Una forbice tenace, consistenti taglierini e mani simili a tenaglie: il gioco è fatto, ecco qui la vostra Ninja, uomini del team Prodina, formazione legata alla Casa di Akashi e protagonista nella Supersport 300 iridata.

La Ninja stradale è presa nelle grinfie di Salvatore Giorlandino, capotecnico di comprovata esperienza, che sa cosa e come operare: "Inizieremo subito a preparare la versione racing in ogni suo dettaglio - le sue parole - basandoci sul regolamento del Campionato Italiano Velocità, classe Superbike. Appena sarà pronta, andrà in pista".

L'obiettivo è ambizioso e ben programmato: "Effettueremo consistenti sessioni di test - spiega - sviluppando tutto al meglio. Il nostro desiderio è di farla guidare ad un pilota giovane e talentuoso, rispettando la filosofia Prodina. Se poi, chissà, dovesse fare bene... ci piacerebbe girarlo al team Puccetti per una eventuale partecipazione al Mondiale".

Verdona già conosciuta e... vincente


Riccardo Drisaldi è il braccio destro di Giorlandino. E pure quello sinistro, nel senso che i due si capiscono a meraviglia. Il manager Prodina vanta già esperienze interessanti con Kawasaki di alta cilindrata: "Il mitico team PSG-1 - racconta - negli anni fantastici delle derivate di serie. Ricordo il bellissimo podio centrato a Valencia con Chris Walker. La nostra moto era gialla e nera".

Quella ricevuta nello scatolone di cartone è verde: "Ma lo era pure la ZX-10R dallo stesso Walker usata un anno dopo: nel 2006 avevamo la livrea verde e vincemmo la prima manche di Assen. Un giorno incredibile per tutti noi. Adesso siamo impegnati nella 300, progettiamo il futuro Superbike in Italia, però..."

Quel "però" fa intendere questo: Drisaldi e Giorlandino non parlano a vanvera, anzi. Quando ci mettono testa e cuore, nascono idee interessanti. La Ninja uscita dal grosso pacco arrivato in capannone avrà cure degne del caso. Il CIV Già la aspetta con grande interesse.

Luca Ottaviani con Michel Fabrizio a Most