Il fine settimana del Campionato Italiano Velocità al Mugello ha posto la parola fine alla lotta per il titolo nella classe Superbike, dove Michele Pirro si è laureato campione per la quinta volta in sella alla Ducati Panigale V4-R del team Barni con un round d'anticipo grazie ad una stagione semplicemente perfetta. Nelle dieci manche disputate, infatti, il numero 51 è salito sul gradino più alto del podio per ben nove volte, con un secondo posto in Gara 2 a Imola come unico altro risultato.

Pirro: "Felice di essermi riscattato dopo il 2020"


Michele, raccontaci com'è arrivato questo quinto titolo in Superbike.

E' stata una stagione particolare, perchè all'inizio siamo partiti da zero per via della nuova centralina MoTec. Tutti speravano che con il nuovo regolamento tecnico ci trovassimo in difficoltà, ma invece abbiamo lavorato tutti alla grande e abbiamo vinto tutte le gare a parte una fino ad ora. Sono contento soprattutto di essermi riscattato dopo un 2020 estremamente difficile, dimostrando di essere ancora un vero pilota a tutti gli effetti e di far parte di una squadra incredibile come quella del team Barni”.

Far parte del gruppo delle Fiamme Oro dev'essere una grande soddisfazione in questo momento...

Assolutamente sì. Dopo i grandi successi ottenuti dagli atleti del gruppo sportivo della Polizia di Stato alle Olimpiadi di Tokyo, sono ancora più orgoglioso delle vittorie che ho ottenuto questo fine settimana e spero di continuare su questa strada anche nei prossimi impegni con la Ducati in MotoGP”.

A proposito di MotoGP, per le due gare che correrai a Misano ti poni un obiettivo in particolare?

L'unico obiettivo che mi pongo è di dare il cento per cento, così come ho fatto nella gara del Mugello di qualche mese fa. Quest'anno il livello è alto e, soprattutto, si è tutti molto vicini come tempi sul giro, ma ho visto di poter lottare per stare nelle prime dieci posizioni della classifica e punto ad un risultato simile anche a Misano, dove ho effettuato diversi test con la Desmosedici”.

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"Aver visto crescere la Desmosedici è stata una grande soddisfazione"


Ci racconti del tuo ruolo di tester ufficiale Ducati?

Ormai ricopro questo ruolo da tanti anni ed è stato un percorso incredibile. Non nascondo di essere arrivato in Ducati con l'obiettivo di diventare titolare e, come detto, io mi sento ancora un pilota altrimenti non otterrei questi risultati nel CIV Superbike dove il livello è comunque molto alto, ma aver sviluppato e visto crescere la Desmosedici è stata una grande soddisfazione e se uno dei ragazzi dovesse vincere il mondiale in MotoGP, mi sentirei parte integrante del successo ottenuto. Non posso dire di avere rimpianti, perchè anche se probabilmente mi mancherà un titolo mondiale nel palmarès a fine carriera, di successi ne ho ottenuti parecchi”.

Restando in tema mondiale, pensi che Quartararo sia ormai vicino al titolo?

Sembra che Fabio quest'anno abbia trovato uno stato di forma ai limiti della perfezione ed è chiaro che, continuando così, potrebbe conquistare il titolo mondiale. Tuttavia, credo che fino a quando la matematica non chiude i giochi tutti debbano credere di poter vincere, soprattutto in un campionato lungo come quello della MotoGP. Sono anche sicuro che Ducati abbia dei grandi talenti in sella alle proprie moto e che presto anche per noi arriveranno le grandi soddisfazioni che meritiamo, perchè abbiamo un gran potenziale e si tratta soltanto di riuscire a mettere insieme tutti i pezzi per arrivare al vertice in maniera costante”.

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