Sembrava fatta per Alessandro Delbianco. L'ingresso alla Roma, dopo aver rintuzzato l'ultimo attacco di Michele Pirro alla "Esse", resistendo all'esterno ad un affondo invece all'interno sul cambio di direzione, lo vedeva davanti all'agguerrito rivale. Pochi metri ancora e sarebbe stata festa per la prima vittoria in SBK del CIV oltre che per i colori del team DMR di Walter Durigòn. Ma avere subito dietro un penta campione mai sazio di vittorie, e che non ci pensa affatto a mollare la presa, è qualcosa che non ti lascia tranquillo. La zampata arriva, sempre.  

Incrocio magico


Classe, forza ed esperienza di Michele Pirro sono racchiuse nella superba pennellata che ha segnato la Roma, l'ultima curva del Piero Taruffi, una linea perfetta che ha spostato l'equilibrio sulla sponda Ducati quando dall'altra parte la Honda CBR1000RR-R #52 andava leggermente larga di traiettoria in uscita. Un incrocio magico. Una questione di centimetri ed il vecchio leone non ha avuto pietà per le legittime ambizioni dell'affamato e giovane rivale, trovandosi nel posto giusto, in uscita all'interno, per aprire prima il gas.

Alla fine un duello durato praticamente metà gara si è chiuso con l'impietoso distacco di 0,005 millesimi a favore del tester Ducati MotoGP.

Una gara bellissima, partita con tre protagonisti a fare l'andatura, con la Ducati numero 51 che ha dovuto sudare e non poco per riguadagnare terreno dopo una sbavatura nei primi giri a causa di una traccia di filler presenta in pista, e con le Honda di Luca Vitali e Alessandro Delbianco, appunto, a recitare la parte delle lepri.
Michele ha riguadagnato terreno e, complice la caduta di uno sfortunato Vitali, si è rimesso in scia alla Honda #52 griffata DMR.

Classe e scintille


I fuochi d'artificio, come nelle migliori tradizioni, arrivano sul finire della festa, con i botti che illuminano un duello fatto di staccate, incroci di traiettorie e linee spalla a spalla.

Alla fine vince Pirro, ma Delbianco non ne esce sconfitto: ha dato tutto, ha tanto. Ha dato un bell'esempio di sportività quando ha ammesso che "più di così non si poteva fare", riconoscendo la forza del rivale. Per lui doppio podio a Vallelunga, dopo quello clamoroso in rimonta da una caduta alle Cimini di Gara 1  e secondo posto in classifica.

Per Pirro vittoria 51 che fa il paio con il numero che porta appiccicato al cupolino della sua Panigale V4R. Chiude il podio un bravo Alex Bernardi che sulla pista dove lo scorso anno Lorenzo Savadori chiuse in bellezza la stagione del titolo italiano, porta a casa un podio con i colori Aprilia Nuova M2 Racing.
L'appuntamento si rinnova per l'anno prossimo, sperando in una griglia più folta per una categoria che comunque mostra di essere divertente. L'arrivo della Kawasaki potrebbe rinfoltire un parco al momento triste, con i suoi 10 piloti al traguardo.

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Classifica di Gara 2