Dall'incidente alla biposto: il sogno di Stefano Cruciani continua

Dall'incidente alla biposto: il sogno di Stefano Cruciani continua

Il pilota marchigiano rischiò la vita a Vallelunga nel 2019 e oggi porta in giro passeggeri sulla Kawasaki Ninja: "Ero messo malissimo, ora sto bene e desidero partecipare ad almeno una gara"

16 maggio

Lì, proprio dove aveva vissuto il peggio. Lì, a piegare con forza un destino che si era rivelato ingeneroso e beffardo nei suoi confronti. Stefano Cruciani ha esibito grande stile e velocità a Vallelunga, portando in pista una Kawasaki Ninja appositamente allestita per ospiti e passeggeri d'eccezione.

E lui, marchigiano verace e tenace, eccezionalmente si godeva i giri inanellati nel tracciato in cui si spense la luce: "Mi credete quando dico che non ricordo nulla di quel terribile incidente? - forse, meglio così - è trascorso tempo dall'accaduto. Era il 7 giugno 2019 quando picchiai duro qui al Piero Taruffi".

Eri conciato malino.

"Malissimo. Malgrado io non ricordi nulla, è come se non avessi vissuto quell'incidente. Però l'ho patito: ho rimediato fratture al femore, acetabolo, bacino, costole, polso, piedi, danni ai polmoni... insomma, non mi sono fatto mancare nulla. Con grande impegno e l'aiuto dei medici, mi sono impegnato e ho recuperato bene".

Benissimo, viene da dire.

"Sì, non sono al cento per cento, ma mi avvicino ogni giorno che passa. Sono quasi a posto, tranne qualche problemino da risolvere. Devo lavorare per migliorare il mio stato celebrale, ottimizzando lo stato di memoria e la capacità di attenzione. Ci sto arrivando, infatti, nella vita normale non ho alcun disappunto, e in sella me la cavo ancora benissimo".

Obiettivo competizioni per "Terminator Cruciani"


Per certi versi, Cruciani ricorda Kenan Sofuoglu. Vuoi per i titoli vinti - italiani per il marchigiano, mondiali per il turco - vuoi la rappresentanza con Kawasaki, vuoi che a ferite patite, la capacità di risorgere. Sembrano dei Terminatori questi piloti: "Guido come prima - le sensazioni di Stefano - forse la velocità persa rispetto al mio pieno periodo di attività è davvero poco. Devo accrescere i miei livelli di concentrazione e attenzione, nell'obiettivo di compire tanti passaggi di pista consecutivi. Un conto è spingere forte per tre giri o quattro, un altro è completare una gara".

Perchè tu, in gara vuoi tornarci.

"Mi piacerebbe, ma un passo alla volta. La velocità c'è, serve costanza e allenamento. Buona è l'esperienza a bordo della ZX-10RR biposto, cominciata nel 2021, andata avanti nei due round del Campionato Italiano Velocità di quest'anno. Mi diverto, come si divertono i passeggeri".

Come reagiscono i tuoi ospiti?

"Penso che facile non sia fungere da passeggero, anzi. Chi lo fa è in balia di chi guida. Però, anche il conduttore ha un bell'impegno: io, per esempio, mi devo rendere conto immediatamente come e quanto reagisca chi sta sul sellino posteriore. A volte la persona è rigida, altre vuole guidare al posto tuo, dipende... alla prima staccata e relativa curva, metto in atto la mia esperienza e sensibilità".

Che obiettivi ti sei prefissato?

"Partecipare a una gara, una gara vera. Solo in quel frangente mi toglierei la grandissima soddisfazione che desidero nuovamente sentire sulla mia pella. Poi, chissà, magari dopo avervi partecipato non se sentirò più la voglia, ma prima devo provare. Il mio traguardo è quello di sempre. Correre".

Tecnica, la regina della anni Cinquanta: Gilera 500

  • Link copiato

Commenti

Leggi motosprint su tutti i tuoi dispositivi