Osservando l’albo d’oro e le classifiche del Mondiale Superbike si nota subito che la Honda CBR1000RR Fireblade non è una moto molto competitiva, sia perché non è mai stata il lotta per il titolo iridato, sia perché non ha ottenuto tante vittorie. Nella storia recente (fino allo scorso anno) la Fireblade è stata guidata da Jonathan Rea, che saltuariamente è riuscito a portare la quattro cilindri giapponese sul gradino più alto del podio. Quest’anno Rea ha passato il testimone a Sylvain Guintoli, Campione del Mondo in carica con l’Aprilia RSV4. Il compagno di squadra del francese è Michael van der Mark, un talento che molti vorrebbero già in MotoGP. Eppure, nonostante due piloti di buon livello, la CBR1000RR sta facendo molta fatica ad avvicinarsi al podio, che sarebbe già un ottimo risultato... Insomma, nel mondiale Superbike la Fireblade non è una moto molto competitiva, però ha vinto nove delle ultime undici edizioni della 8 Ore di Suzuka. Gara che, di norma, la Honda domina. Però la moto che gareggia a Suzuka si chiama CBR1000RRW e con quella che corre nel Mondiale Superbike non ha molto in comune. La CBR1000RRW, infatti, è una sorta di prototipo, che la Honda sfoggia in occasione della 8 Ore di Suzuka, una gara che per il colosso nipponico ha un’importanza notevolissima. Per la Honda, una vittoria alla 8 Ore di Suzuka forse non vale come un mondiale MotoGP, però molto probabilmente è più importante di un titolo iridato in Superbike. Non a caso, alla 8 Ore di Suzuka la Honda ha voluto fare correre i suoi migliori piloti della MotoGP, Valentino Rossi compreso (che vinse la gara nel 2001, in coppia con Colin Edwards ed in sella alla bicilindrica VTR1000SPW). Ma non è solo la Honda ad avere a cuore la vittoria alla 8 Ore di Suzuka. Anche le altre Case giapponesi, infatti, spendono cifre folli per schierare delle moto molto competitive. La 8 Ore di Suzuka, infatti, è la vetrina più importante nella quale ostentare tecnologia. Per i giapponesi, il costruttore che si aggiudica la 8 Ore di Suzuka rappresenta il riferimento. A livello d’immagine, insomma, quella della 8 Ore di Suzuka è una vittoria “pesante”, che conta più delle altre. Questo approccio delle Case del Sol Levante ha alzato il prestazionale della corsa e molti degli equipaggi che riescono a mettersi in mostra nelle altre tappe del Mondiale Endurance, alla 8 Ore di Suzuka fanno molta fatica ad avvicinarsi ai primi posti. Fatto abbastanza ovvio, considerando che quest’anno la Yamaha ha schierato una R1 che somiglia ad una M1 e l’ha consegnata nelle mani di Pol Espargaró, pilota della MotoGP, mentre la Honda ha risposto con Casey Stoner... Riccardo Piergentili