Correre in pista a costi ragionevoli, in completa sicurezza, sui circuiti italiani più importanti e con un altissimo livello di competitività oggi è qualcosa di reale. Lo è per merito del National Trophy, che rende possibile il sogno di fare il pilota, confrontandosi con alcuni dei campioni che hanno fatto la storia del motociclismo nazionale.

Già, ma chi è il motociclista che sceglie di correre nel National Trophy? "Non esiste una sola tipologia di pilota, può essere un trampolino di lancio per il semplice amatore che vuole compiere il salto di qualità, ma da noi trovi anche il professionista che invece sceglie di correre ad alto livello per divertirsi e competere con alcuni dei migliori piloti italiani". A dirlo è Daniele Cesaretti, presidente del Moto Club Spoleto, ed è grazie al sodalizio umbro che il National raccoglie ogni anno il favore di moltissimi appassionati.

La prima edizione risale al 2007 quando il Moto Club Spoleto trasformò il Trofeo intitolato al compianto Wilmer Marsigli da competizione riservata alle due tempi a trofeo nazionale per moto di 600 e di 1000 cm³. Fino al 2012 il Trofeo è stato intitolato a un altro indimenticabile campione, Marco Papa. Dal 2013 invece ha preso la definitiva denominazione di National Trophy e oggi si disputa assieme al Campionato italiano Velocità. Per farvi capire il valore della competizione basta dare un’occhiata ai nomi dei piloti che hanno partecipato alle ultime edizioni: Michel Fabrizio, Luca Salvadori, Alessio Velini, Norino Brignola. Ivan Goi, Lorenzo Lanzi, Gianluca Vizziello. E poi ancora Sebastiano Zerbo, Fabrizio Perotti, Luca Conforti, Simone Sanna, Alex Polita, Fabio Massei, Alessandro Andreozzi oltre a Eddi La Marra, D’Annunzio, Castellarin, Casalotti e Magnoni.

Lo scorso anno tra piloti iscritti in pianta stabile e le wild card, sono stati ben 58 i partecipanti che hanno corso nella classe 1000 e addirittura 61 quelli nella 600. Numeri importanti in una fase storica in cui i piloti tendono a essere sempre di meno. 

Per scovare il segreto di tale successo, è necessario considerare due fattori: i costi limitati e la formula Open. Quest’ultima permette l’accesso al trofeo di tutte le moto presenti sul mercato, ma soprattutto consente un livellamento delle prestazioni tale da rendere la competizione molto più equilibrata. Non è un caso che nel 2019 ai primi sei posti in classifica della classe 1000 si siano piazzate ben quattro Marche differenti.

Il ruolo del Moto Club Spoleto nell’organizzazione è anche quello di mettere a disposizione di team e piloti alcune sponsorizzazioni attraverso una serie di premi, sconti e prezzi agevolati, opzioni rivolte a chi decide di competere nel National. Quando Cesaretti parla del “Trophy” gli si scalda il cuore: "La soddisfazione più grande per me rimane sempre quella di riuscire a portare tanti piloti diversi in pista. Vivo questa esperienza come un piccolo grande puzzle dove di volta in volta vado ad aggiungere un pezzo. Un grande risultato raggiunto? Penso a quando abbiamo fatto esordire la Panigale V4 per esempio. Ci davano dei visionari, ma a volte è bello esserlo". Come si vive il National? "Tutti insieme, nel paddock, lo spirito è quello del motociclismo di una volta, grande competizione in pista, ma fuori siamo tutti amici, si passa del tempo insieme, si organizzano cene, feste...".

I progetti per il futuro del Moto Club Spoleto sono tanti: il Trofeo Centro Italia Velocità, l’altro evento organizzato dal club, nel 2020 passerà all’interno della Coppa Italia Velocità. Inserito all’interno del Pirelli Cup si articolerà in sei round su cinque weekend di gara. Mentre il National Trophy, oltre alle sette gare che si disputeranno congiuntamente con le gare del CIV tra Misano, Imola, Mugello e Vallelunga, varcherà i confini nazionali per disputare un round di due gare (e due giorni di test) in Spagna, sul circuito di Albacete, nell’ultimo weekend di marzo.

Al presidente, però, oltre ai progetti, abbiamo chiesto anche un’ultima cosa: qual è il sogno di chi organizza una competizione come questa? "Un Promoter spera sempre di vedere il proprio progetto crescere e allora – conclude Cesaretti – se devo confessare, il mio sogno è quello di vedere il National Trophy correre un giorno in una tappa del Mondiale". I presupposti non mancano, buona fortuna.

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