Durante l'Aprilia All Stars, Marco Carusi saltava da un garage all'altro. Belle le moto della Casa di Noale, in particolare la RS-GP, arma totale messa in pista dal team Gresini Aprilia nella classe regina dei prototipi: "Wow, che bomba - la sua affermazione spontanea - chissà come accelera, chissà se strappa le braccia. Già solo a guardarla viene voglia di guidarla. Se me lo chiedessero, rimedierei tuta, stivali, casco e guanti, per poi indossarli al volo. E via, verso il Curvone".

Curvone di Misano che Marco potrebbe (ri)affrontare presto: "Sono in contatto con la struttura che organizza il Trofeo 660 - l'entusiasmo del ventenne romagnolo - ovvero, il BK Corse, formazione che mi metterebbe a disposizione tutto quanto serve: squadra, moto, assistenza. Penso proprio che insieme a loro potrei esprimere il mio potenziale".

Dopo stagioni di Supersport 300 "disturbate" da qualche pit stop fuori programma tuttavia brillantemente superati, il ritorno alle ottimali facoltà:  "Diciamo che sono stati momenti duri e complicati - racconta tranquillo - ma ora tutto è passato ed io sono in splendida forma. Mi sto allenando, perché voglio tornare in sella pronto, reattivo e resistente. Possibilmente, per stare davanti".

Quanto è magro Aleix! Sembra un modello, ma viaggia forte


La prima punta del team Aprilia MotoGP è Aleix Espargarò, fratello di Pol, catalano protagonista del Mondiale da tanti anni. Sia in borghese che con la tuta di pelle, il corridore di Granollers impressiona per quanto sia asciutto e tirato: "Magro come un cavallo da corsa - ancora Carusi, affascinato dal modello di pilota della classe regina - ecco perché viaggia forte. Oltre al talento, Aleix si allena parecchio e si vede".

Bicicletta, corsa a piedi, esercizi a corpo libero: "La ricetta giusta - l'idea di Marco - provo a fare la stessa cosa. Lui si che è un pilota di livello internazionale, sarebbe bello ripercorrere i suoi passi di carriera. Nella MotoGP di oggi sono tutti forti, concentrati ed allenati. Quando mi raccontano delle corse storiche, mi rendo conto quanto l'attuale professionismo sia una cosa seria".

Meccanico e pilota, cioè collaudatore


Marco lavora presso l'officina Trioschi di Lugo, paesotto ben conosciuto e davvero vicino all'Enzo e Dino Ferrari di Imola. Mettere mani dentro e fuori gioielli da cavalcare fa capire ancora meglio a Carusi quanto sia importante conoscere la meccanica: "Infatti, sono aspetti poi utili quando si va a correre - conferma - perché nel rapporto coi meccanici ed in sella tutte le nozioni e la pratica acquisita in ore di lavoro fanno la differenza, sia a livello di comunicazione, anche nella guida stessa".

Per un giovane come MC#49, sarebbe quindi plausibile un ruolo anche di collaudatore: "Mi piacerebbe tantissimo - appoggia l'idea - dato che mi so adattare ad ogni moto, capendo cosa accada sotto alle gomme. Vediamo, posso dire che sarebbe una opzione molto interessante. Contestualmente, però, voglio provare a misurarmi con gli avversari e, magari, pure batterli. Proprio come fa Aleix in MotoGP".

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