Da Miami a Varano de’ Melegari, dalla Florida all’Emilia, dagli USA al CIV Junior. Il viaggio di Britanni Vaccarino, conosciuta come belladonna è appena cominciato. La giovanissima pilota statunitense è venuta in Italia, con motivazioni ben precise. La ragazzina di Hollywood - quartiere che si affaccia sull’ Oceano Atlantico - ha partecipato nelle vesti di wild card all’Aprlia Sport Production, Trofeo che l’ha vista gareggiare nella classe SP1.

Nella sua bellissima tuta in pelle, con le treccine che escono dal casco e svolazzano allegre, la quattordicenne americana descrive come abbia avuto luce il suo sogno personale: "La mia passione per le moto cominciò quando ero davvero piccola - racconta, esibendo un solare sorriso - a due anni e mezzo di età. Iniziai con le prime gare ai quattro anni compiuti, in sella ad una Polini 911. Dalla 50cc, saltai su una 65. Più avanti, guidai una Honda NSF 250, sino ad arrivare all’Aprilia Sport Production. Correrò anche nello European Women’s Cup”.

Perché hai scelto l'Italia?

"Il livello delle categorie giovanili a stelle e strisce non è lo stesso che si può trovare in Europa. Negli USA, un buon debuttante può immediatamente entrare in top ten, sebbene si trovi a gareggiare per le prime volte. Qui, invece, la competizione è veramente alto. Ecco perché sono molto felice di essermi misurata in mezzo a giovani talenti italiani. La loro guida mi ha insegnato molto, è un piacere trovarmi in Italia, la differenza con l’America è notevole”.

 Trentaquattro, come un suo connazionale


Britanni figura nella classifica del terzo round stagionale, sebbene Varano lei fosse alla prima esperienza italiana. Lei stessa è soddisfatta del risultato conseguito: "Sono arrivata a punti- conferma - un piazzamento che mi rende felice, poiché ottenuto al debutto, su una pista mai vista prima, in sella ad una moto che non conoscevo. Per andare ancora più forte con l’Aprilia, programmerò una serie di allenamenti specifici, utili al mio percorso di crescita".

Ragioni da professionista. Hai idoli da emulare?

"Ho sempre ammirato Kevin Schwantz ed il suo modo di guidare. Era incredibile e lo è ancora, la maniera con cui sappia controllare la moto. Rimarrà indimenticabile la staccata con cui il texano regolò ad Hockenheim un altro grande, Wayne Rainey. Incredibile. Voglio imparare il più possibile da Kevin, ma non solo: voglio apprendere pure dai piloti della Moto3, Moto2 e Rookies Cup. Insomma, proverò a migliorarmi sempre".

La Carrasco dona speranza a tutte le ragazze


Ana Carrasco, impossibile non conoscerla, se si frequenta un paddock motorizzato a due ruote. La Vaccarino parla della spagnola con grande entusiasmo: "Sono orgogliosa di sapere che una ragazza abbia portato così in alto il motociclismo femminile - svela -  lei rappresenta fonte di ispirazione per tante ragazze, perché ha fatto capire che l’impossibile possa trasformarsi in possibile. Se vogliamo davvero ottenere e raggiungere un traguardo, possiamo riuscirci. Questo è l’insegnamento di Ana Carrasco. Grazie ai lei il movimento rosa a due ruote compie un salto in alto e io sono felice e mi sento fiduciosa, pensando che un giorno si possano avere donne nella griglia della MotoGP”.

 Tu cosa fai per arrivare al tuo sogno?

Rimango focalizzata sul mio livello, per farlo crescere. Perciò, studio da professionista. Sono concentrata, perché lasciare casa è stare lontano non è una cosa facile, anzi, è molto sacrificante. Gli Stati Uniti si trovano dall'altra parte del mondo e casa è sempre casa. Però, voglio stare bene qui, dando il massimo. Mi allenerò per andare forte su asfalto, praticando anche off road. Proprio come fanno i campioni".

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