Passi dolomitici, che passione. Alcuni meravigliosi e noti, come il Pennes, il Sella o il Pordoi; altri, invece, sorprendenti e inattesi, come quello delle Erbe a ridosso della Val Badia. L’itinerario che segue, è l’ideale per piegare forte, gustare specialità di montagna e lasciare lo sguardo libero di correre oltre i consueti orizzonti. Punto di partenza, e di arrivo, è il capoluogo di Bolzano, rampa di lancio di un giro che entra subito nel vivo seguendo le indicazioni per Vipiteno-Passo Pennes, lungo la statale 508 della Val Sarentino.

Giri e Gare: Sicilia bedda

L'itinerario


Mentre si costeggia Castel Roncolo, la strada prende a raggomitolarsi vorticosa tra prati curati e fitti boschi di abeti. Difficile spiegare la magia che si respira in questi luoghi mentre la moto danza in salita tra le curve. La vegetazione che si dirada annuncia il volo tra le nuvole che segna l’arrivo in cima al passo Pennes: 2211 metri sul livello del mare. Un bel respiro, e si prosegue spediti lungo il vorticoso toboga in picchiata, che in poco meno di 20 chilometri conduce a Vipiteno. D’obbligo una passeggiata tra le sue case color pastello prima di lanciarsi sulla statale 12 in direzione Bressanone. Nei pressi di Fortezza, necessaria una sosta agli imponenti bastioni del forte asburgico; poco prima di Bressanone, invece, si consiglia una veloce deviazione in direzione Rio di Pusteria, per visitare la famosa Chiusa.

Tornati sulla statale 12, oltrepassati la splendida Abbazia fortificata di Novacella del 1142 e il pittoresco centro di Chiusa, ignorando le prime indicazioni per Ortisei-Val Gardena si prosegue fino allo svincolo con la SP24 verso Fiè allo Scillar. La strada che raggiunge questa località, dominata dall’omonimo e suggestivo massiccio, è soltanto l’antipasto di un’esaltante galoppata in quota.

Si piega decisi in direzione Siusi e si prosegue, a tutta piega, verso Castelrotto, fino a conquistare Selva di Val Gardena, tra prati ordinatissimi, paesini pittoreschi, casette tipiche e gerani alle finestre. Ma anche tantissime moto che fanno su e giù dai passi. Il primo da affrontare è il Sella. Una volta in cima, storditi da tanta bellezza, il tempo di una “pausa tipica” a base di speck e formaggi locali e si prosegue, doppiando i 2239 metri del Pordoi (qui, una salita in funivia permette di ammirare una strabiliante veduta sulle Dolomiti dall’alto; chi soffre di vertigini, lasci perdere!). Dopodiché, si continua fino al Passo Campolongo, lungo le più incredibili montagne russe che un motociclista possa desiderare.

Eppure non è ancora finita. Tornati a valle, nei pressi di Corvara, si imbocca la statale 244 in direzione Dobbiaco. Appena qualche km, e si è già pronti per andare alla scoperta del Passo delle Erbe. All’altezza di San Martino in Badia, la SP29 si arrampica tortuosa fino al passo. Qui, il tempo di una bibita ghiacciata e qualche specialità locale al caratteristico Almgasthof, e via in discesa in direzione Chiusa, tra prati e malghe di incredibile bellezza. Giunti a valle, 30 chilometri di “tranquillità” lungo la statale 12 riconducono dritti al via di questo imperdibile Grand Tour.