Giri e Gare: super pieghe emiliane

Giri e Gare: super pieghe emiliane

Se vi venisse voglia di curve, castelli e paesaggi selvaggi, ecco il giro che fa per voi

Da Vigolzone si puntano le ruote verso il vicino borgo di Grazzano Visconti, con il bel castello e i vicoli pittoreschi (che ospitano la sede di Enduro Republic, affascinante clubhouse aperta a tutti gli appassionati di Fuoristrada). Si prosegue in direzione Rivergaro fino alle sponde del Trebbia.

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L'itinerario


Questo primo tratto di statale 45 scorre abbastanza monotono, salvo vivacizzarsi un po’ all’altezza di Colombarola. In compenso, il corso del fiume disegna scenari mozzafiato lungo tutta la valle. L’arrivo a Bobbio, tra scorci e bucoliche spiaggette, è salutato dalla caratteristica gobba del Ponte del Diavolo che conduce al centro storico, con il Monastero di San Colombano, fondato nel 614, e il Castello Malaspina dal Verme. Bobbio è altresì nota per essere la porta d’accesso a splendidi passi motociclistici, come il Penice. Ma questa volta, si punta a territori un po’ meno battuti. Proseguendo sulla statale 45 della Val Trebbia si raggiunge Marsaglia dove si svolta in direzione Chiavari-Rezzoaglio sulla SP586. Il percorso prende subito a raggomitolarsi in pieghe vorticose, seguendo il corso dell’Aveto, finché, dopo un tunnel, non si incontrano le indicazioni per TorrioBoschi. Inizia da qui la parte più avventurosa di tutto l’itinerario: un passaggio d’alta quota lungo una stradina panoramica e strettissima (ma perfettamente asfaltata) che, doppiato il minuscolo borgo di Torrio Casetta e il Passo del Crociglia, si immette sulla bella SP654 verso il Passo dello Zovallo; dove si torna a curvare di gusto, circondati da una natura rigogliosa e selvaggia fino ai 1491 metri del valico.

La strada prosegue panoramica in quota, verso lo splendido Passo del Tomarlo, appena prima del quale si imbocca la SP81, che mantiene intatto il piacere di guida, tra brevi rettilinei, misto stretto e splendidi curvoni ad ampio raggio. Raggiunta Monteceno, si svolta a sinistra sulla SP359R verso Bardi, che accoglie i visitatori con il suo celebre castello. Aggrappato alla roccia, in posizione dominante sulla Val di Ceno, questo affascinante maniero fu inizialmente voluto dalla famiglia Landi come propria dimora, per poi divenire fortezza inespugnabile in epoca borbonica. Da non perdere il coinvolgente periplo delle mura lungo il cammino di ronda. All’interno del castello si trova anche un curioso museo del bracconaggio e delle trappole.

Da qui si va in direzione Ferriere-Bettola, proseguendo a piegare senza sosta tra boschi e verdi prati, fino a bordeggiare il torrente Nure in direzione Farini. Una manciata di tortuosi chilometri conducono nuovamente a Vigolzone, e alle emozioni dell’Infernal Mine.

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