Con la moto in direzione Fabriano, si imboccano prima la strada provinciale 15 e poi via Serraloggia. Raggiunta la città della carta e della filigrana, da non perdere è il museo dedicato alle maestrie che hanno reso celebre questa località in tutto il Mondo; ma anche una visita al pittoresco centro storico con il suo intricato dedalo di vicoli. Un consiglio: a piazza Garibaldi (o piazza Bassa) il mercato coperto è un autentico scrigno culinario, in cui scovare prelibatezze come il salame di Fabriano, il particolarissimo lonzino di fico, o il carato, lo straordinario miele di acacia in barrique di Giorgio Poeta.

Soddisfatti i capricci del palato, in una manciata di chilometri tra morbide colline e campi coltivati si raggiunge Genga, pronti per andare alla scoperta del Parco Naturale Gola della Rossa e di Frasassi.

Giri e Gare: super pieghe emiliane

Nel cuore delle Marche


Esplorarlo è un vero viaggio nel cuore delle Marche, tra paesaggi ricchi di fascino e sorprendenti tesori artistici. Soltanto per citarne alcuni: l’abbazia di San Vittore delle Chiuse, l’eremo di Santa Maria Infra Saxa e il vicino tempietto del Valadier “avvolto” dalle rocce. Le grotte di Frasassi rappresentano uno dei percorsi sotterranei più emozionanti d’Italia: impossibile rimanere indifferenti davanti all’Abisso Ancona, con i suoi 180 metri di lunghezza, 120 metri di larghezza e 200 metri di altezza. Il viaggio alla scoperta di questo splendido angolo di penisola, però, è soltanto all’inizio. Appena oltre, l’antico borgo di Sassoferrato (dominato dalla Rocca Albornoz, possente struttura voluta dal cardinale Egidio Albornoz nel 1365) era già noto nell’antichità con il nome di Sentium. Proprio qui, nel 295 a.C, si tenne la famosa Battaglia delle Nazioni in cui i Romani sconfissero Galli e Sanniti.

Ma adesso è giunto il momento di iniziare a guidare sul serio. La SP360 in direzione Isola Fossara apre le danze, infilzando il territorio selvaggio del Parco Naturale del Monte Cucco: curve e controcurve disegnate tra gli incavi di una gola impervia. Si prosegue a tutta piega raggiungendo Scheggia, poi ancora oltre, con un tratto di strada a dir poco leggendario: i 12 km della SR298, con le mitiche curve del Bottaccione fino a Gubbio. La “Città dei Matti” è una tappa imprescindibile: il consiglio è di lasciare la moto nella parte bassa e arrampicarsi a piedi alla scoperta del centro storico. Stradine acciottolate, opere d’arte e suggestioni che affondano le proprie radici nel passato, sono il piatto forte di Gubbio. Una meraviglia, che non smetterà mai di stupire.

A questo punto, imboccata la statale 219 in direzione Gualdo, e poi la statale 76 verso Cancelli, si potrà rientrare a Esanatoglia in meno di un’ora.