Giri e Gare: dal Lago di Como alla Valsassina

Giri e Gare: dal Lago di Como alla Valsassina

Un emozionante giro tra scorci incantevoli, curve di montagna e luoghi leggendari dove si è fatta la storia del motociclismo

28 ottobre

Proprio in questi luoghi, infatti, da un secolo (proprio nel 2021 si festeggiano i 100 anni dalla fondazione) la Moto Guzzi scandisce i battiti della passione per le due ruote dalla storica fabbrica di Mandello del Lario. Da Colico, bordeggiando il placido laghetto di Piona, si puntano le ruote a sud per raggiungere velocemente Bellano, celebre per il suo selvaggio orrido: un’impervia gola scavata dal torrente Pioverna che scende a valle fino al lago.

Giri e Gare: l'irresistibile Abruzzo

Tra vegetazioni e cascate


Dal centro della cittadina si seguono le indicazioni per la Valsassina e ci si arrampica lungo la curvosa e suggestiva SP62 fino a quando, superata Per Piazzo, frazione del comune di Parlasco, non si incrocia la SP65, da imboccare a destra in direzione Parlasco-Esino Lario. Quest’ultimo, circondato da boschi di faggio, acero e castagno, è da sempre meta privilegiata per gli appassionati di fenomeni carsici, tipici del territorio del Parco Regionale della Grigna. Si prosegue, ancora a tutta piega, attraverso scoscese pareti di roccia ricoperte da una fittissima vegetazione, fino a tornare a lambire le acque del lago all’altezza di Varenna, cittadina sovrastata dal Castello di Vezio con la sua meravigliosa terrazza panoramica.

Bordeggiando la riva est, tra giochi di luce e romantiche insenature, si attraversano Fiumelatte e Lierna per poi raggiungere Mandello del Lario. Da qui, dopo una tappa d’obbligo agli stabilimenti Moto Guzzi, si prosegue ancora verso sud gustando, uno per uno, gli innumerevoli scorci e vedute lungo il percorso. Lecco, prezioso scrigno d’arte e natura che fu caro al Manzoni, segna la boa da cui tornare ad arrampicarsi tra le maestose alture della Valsassina, con le aguzze pareti delle Grigne a fare da sponda. Si supera Ballabio, e attraverso prati verdissimi puntellati di case in pietra nella tipica architettura della Valsassina, si avanza sulla SP62 fino a Introbio, dove una breve passeggiata (circa 1 km), porta al cospetto della cascata della Troggia, un suggestivo salto di 100 metri, generato dall’omonimo torrente, citato persino da Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico: “In Valsassina, infra Vimognie e Introbbio, a man destra, entrando per via di Lecco, si trova la Trosa, fiume che cade da uno sasso altissimo, e cadendo entra sotto terra, e lì finisce il fiume”.

Poco oltre, il borgo di Primaluna, sulle pendici del Monte Olino, regala pittoresche atmosfere medievali prima della tirata conclusiva verso Pagnona, Devio e gli ultimi tornanti panoramici sul lago. Fine del giro! 

Giri e Gare: in direzione Pomposa, circondati dall'acqua

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