Giri e Gare: a caccia di emozioni tra Viterbo e Rieti

Giri e Gare: a caccia di emozioni tra Viterbo e Rieti

Un itinerario laziale con pieghe da antologia e panorami mozzafiato, in occasione della tappa viterbese del campionato italiano Supermoto

20 agosto 2022

Il caldo agostano non ferma la voglia di racing, e nel fine settimana del 7 agosto il campionato italiano Supermoto è giunto nella bella Viterbo.

Punto di partenza ideale, per chi era presente, per concedersi anche un po’ di divertimento motociclistico lungo un percorso a caccia di emozioni tra Terni e Rieti. Dal capoluogo della Tuscia si punta senza esitare verso la cittadina umbra, sfruttando la veloce statale 675 che taglia la valle del Tevere. Raggiunta Terni, si prosegue seguendo le indicazioni Cascate delle Marmore-lago di Piediluco (statale 79, direzione Rieti), lungo un tratto particolarmente bello e panoramico.

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Pieghe ed emozioni


Oltrepassato l’abitato di Marmore, all’interno del parco antistante la biglietteria del Belvedere Superiore delle famose cascate, un monumento ricorda Libero Liberati, il grande pilota ternano. Rendergli omaggio scalda il cuore e infiamma la passione. Alte complessivamente 165 metri e divise in tre salti, le Cascate delle Marmore sono uno spettacolo da non mancare.

Di origine artificiale, la loro storia è molto antica e risale ai tempi degli interventi dei Romani per bonificare l’area, all’epoca occupata da stagni e paludi: una grande opera ingegneristica per far defluire le acque nel fiume Velino e farle “precipitare” nella sottostante valle del fiume Nera.

Il nome Marmore deriva dai particolari sali di carbonato di calcio che si sedimentano sulle rocce della montagna, il cui riflesso, alla luce del Sole, li fa somigliare a cristalli di marmo bianco.

Tornati in sella si avanza alla volta del lago di Piediluco sulla bella SR79 in direzione Rieti (da non confondere con la Superstrada Terni-Rieti), e ci si diverte lungo un bel misto fino ai primi riflessi azzurri che annunciano l’approssimarsi del bacino lacustre. Se l’ora è quella del pranzo, il consiglio è di sperimentare l’ottima cucina della Trattoria Teresa lungo il percorso (strepitosi gli strozzapreti con trota e tartufo, tel. 348/952.10.16). Oppure si può optare per un piacevole aperitivo in riva al lago nella suggestiva Piediluco, che incanta con scorci e atmosfere fuori dal tempo. Piediluco, il cui nome significa “ai piedi del bosco sacro”, mantiene intatta la sua originaria struttura medievale.

Verso Rieti


A sorvegliare il borgo dalla sommità del monte Luco, è la rocca Albornoz, le cui origini sono antecedenti all’anno mille.

Avanzando verso Rieti, la SR79 disegna una moltitudine di curve, alcune ad ampio raggio, su cui sfruttare a dovere la spalla dei pneumatici, una strada che sembra disegnata per il piacere di guidare la moto. Ma il vero divertimento deve ancora arrivare: seguendo le indicazioni per Morro Reatino, si imbocca la mitica SR521 che si arrampica a Leonessa; un indiavolato ricamo di curve, dove vengono spesso organizzate spettacolari cronoscalate in salita. L’arrivo a Leonessa è caratterizzato dalla vista suggestiva che si gode dal viadotto che la precede. La cittadina ospita un caratteristico centro storico di origine medievale, circondato da una doppia cerchia di mura del XIII secolo.

Il divertimento di guida prosegue in direzione Posta con un’adrenalinica picchiata in discesa, nel verde, fino a raggiungere la via Salaria da imboccare in direzione Rieti. In questo tratto, la statale 4 scorre tortuosa e piacevole. Superata Antrodoco, le Terme di Cotilia, lungo il percorso, erano già famose nell’antica Roma. Raggiunta Rieti, il giro termina con un veloce rientro a Viterbo, doppiando nuovamente Terni.

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