Il mio lungo viaggio in moto, post-pandemia, riparte da un sogno e da una ragazza straordinaria che ho conosciuto, Anna Grechishkina. Un cognome quasi impronunciabile, che non riflette il modo di essere di una ragazza semplice, genuina e ricca di valori. Difficile da trovare, diciamo una perla rara.

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I have a dream


Anna, quarantenne di origini ucraine, è appassionata di moto, ma soprattutto di lunghi viaggi. Attratta dai paesaggi e dal piacere di guidare una moto, per l’esattezza una KTM Adventure 1190, da sempre la sua mission è stata però soltanto una: incontrare persone, scoprire nuove culture e condividere con loro storie e racconti.

“Per me – spiega – non era importante soltanto ricevere qualcosa a livello emotivo dalle persone che incontravo nei miei viaggi, ma soprattutto riuscire a donare loro altrettanto. Così, in ogni Paese che ho visitato sono stata nelle scuole, negli orfanotrofi, negli ospedali e nelle scuole materne”.

Da qui nasce il suo progetto ‘I have a dream’. Anna mi ha raccontato che nei suoi viaggi non aveva la possibilità economica per aiutare le persone che incontrava, ma è riuscita comunque a regalare loro qualcosa di prezioso: “Potevo raccontare la storia relativa al mio sogno – aggiunge – le esperienze che ho vissuto durante i tragitti, ovvero tutte cose che potevano incoraggiare chi mi stava ascoltando a fare il primo passo nel realizzare il proprio sogno. Era un modo per incoraggiare ogni persona a credere in se stessa. Credo fermamente che ognuno meriti la vita che sogna”.

Parole magiche che sono riuscite a risollevare anche il mio spirito in un momento non troppo felice. Anna mi ha anche spiegato come la moto sia stata un mezzo per veicolare in modo più semplice e diretto il suo messaggio alla gente: per tutti, infatti, guidare corrisponde a un senso di libertà, la moto viene associata all’assenza di limiti e confini. “Mi sento davvero felice quando vedo brillare gli occhi di chi mi ascolta – conclude – se almeno una persona crederà in se stessa e realizzerà i propri sogni, potrò dire che il mio viaggio non sarà stato vano”.

Anna ha scritto anche un libro che racconta dei suoi viaggi passati e di quello che ancora non si è completato, con tante foto e riflessioni. Un viaggio che va avanti da sette anni, nove mesi e tredici giorni. Sempre alla scoperta di nuove persone e con tanta voglia di lasciare un segno, chiamato speranza, nel loro cuore.

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