Io guido da sola: Sara Varon, artista delle due ruote

Io guido da sola: Sara Varon, artista delle due ruote

La colombiana Varon corre l’Italika Cup: "Per lasciare il segno, adoro... cantare in gara"

Piloti donna e campionati al femminile stanno catturando l’attenzione in ogni parte del Mondo. Ecco perché mi è piaciuto scoprire l’esistenza dell’Italika Women’s International Cup, settore femminile della piattaforma sportiva Italika Racing patrocinato dalla Federazione motociclistica latino-americana. Al momento, i round disputati di questo campionato monomarca sono stati tre e hanno visto al via 23 ragazze in rappresentanza di quattro Paesi dell’America Latina: Argentina, Panama, Messico e Colombia.

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Energia e talento


E proprio da quest’ultimo Paese arriva una delle protagoniste, Sara Varon, diciottenne già con un’esperienza pregressa nell’Italika Women’s Cup e che in questa prima parte della stagione si è ben distinta. Soprannominata 'Fresita', che in italiano significa fragola, forse perché ha i capelli proprio di questo colore, questa giovanissima pilota racchiude in sé un concentrato di energia e talento... ma non soltanto per le due ruote: “Amo studiare - ha detto in un’intervista sul sito che fa capo all’Italika - ma anche andare in moto, cosa che faccio da quando avevo sei anni”. Oltre alle due ruote, per ‘la pilota del caffè’, come viene chiamata nell’ambito motociclistico vista la provenienza colombiana, c’è però molto di più.

“Mi piacciono anche altre attività - ha aggiunto - come cantare e ballare”. E se vi capita di guardare i suoi profili social, scoprirete che questa ragazza è una ‘tipa’ davvero sopra le righe. Molto femminile nel modo di vestire quando non indossa la tuta, amante della sua terra così come delle bici, e delle moto da Cross. In più, oltre alla capacità di essere molto veloce in pista, non disdegna l’arte così come la musica, dalla quale riesce sempre a trarre grande forza. È proprio nell’intervista di cui vi parlavo prima, infatti, che Sara ha raccontato come, nei momenti più difficili da affrontare legati alle gare, dopo una caduta o quando le cose non vanno secondo i piani, si mette a cantare.

A volte anche sotto il casco: “Mi dà serenità”, ha specificato. E se tutto questo non basta, Sara ha anche un sogno segreto nel cassetto: “Vorrei fare l’attrice - ha concluso - quindi vivo ogni giorno come un film, vestendomi fuori dagli schemi e facendo cose diverse per riuscire a capire meglio gli altri”. Chissà se presto sentiremo parlare della Varon anche in Italia, senza dubbio è una pilota, e un personaggio, davvero da scoprire.

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