Con la vittoria al debutto nell’europeo Supermoto classe S4 on-road, il ventiquattrenne Alessandro Sanchioni (L30 TM Racing) non soltanto ha impressionato nella prima prova di Ortona, dove per regolarità di piazzamenti ha eluso la concorrenza, ma si è anche portato al comando del campionato continentale. Particolarmente motivato dopo la vittoria in Abruzzo a fine giugno, Sanchioni adesso spera di rafforzare la leadership nella prossima prova del 22 agosto, in Spagna.

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La crescita di Alessandro


Alessandro, ti eri preparato per salire sul trono del vincitore già alla prima gara oppure è stata una sorpresa anche per te?

 “Avendo già corso sul circuito di Ortona per gli Internazionali d’Italia, eravamo già abbastanza pronti, ma valeva anche per gli altri piloti italiani. L’obiettivo è sempre quello di vincere ma sapevo che sarebbe stato difficile per via del livello della concorrenza, ma in gara tutto può succedere e alla fine sono riuscito a spuntarla”.

Come nasce la storia in moto di Alessandro Sanchioni?

“Da che ho memoria, credo di essere stato sempre stato attratto dalle moto, la prima Minicross mi venne regalata dai miei genitori che non avevo ancora sei anni. Ho capito quasi subito di essere affascinato dalla pista asfaltata e così a 10 anni con una Minimoto ho corso per tre anni anche a livello nazionale. Poi a un certo punto ho deciso di smettere, però mi sono accorto di non poter rimanere lontano dalle corse, e ho deciso di iniziare seriamente questo bellissimo percorso con la Supermoto”.

Sei più a tuo agio da inseguitore o da inseguito?

“La sensazione migliore è quando si è davanti ma non è la situazione più facile, perché bisogna stare attenti a non commettere errori, e poi si avverte la pressione degli avversari alle calcagna. Sono sicuro che in Spagna sarà davvero dura, è un tracciato che non ho mai visto e che dovrò imparare in pochi turni di prove libere, mentre gli avversari iberici saranno nella situazione di vantaggio in cui mi sono trovato io a Ortona”.

Sei cresciuto, appari più riflessivo e preparato.

“Fino a un paio d’anni fa rischiavo sempre, infatti commettevo un sacco di errori. Adesso ho capito che spesso è meglio stare tranquilli e magari aspettare un giro prima di cercare un sorpasso, quindi ora mi considero abbastanza riflessivo”.

Quali rivali potrebbero insidiarti maggiormente?

“Saranno tutti forti, partendo dagli avversari che ho anche nell’Italiano, come Vandi, Malone e Arduini, ma anche Alex Ruiz ha fatto vedere a tutti che sarà della partita. Lo spagnolo, pur avendo avuto poco tempo per provare la pista di Ortona, ha dimostrato di essere all’altezza girando sugli stessi tempi dei più veloci”.

Adeguerai anche la tua preparazione fisica?

“Le gare dell’Europeo sono più lunghe di quelle a cui ero abituato, quindi un po’ tutti stiamo cercando di lavorare sulla resistenza fisica, anche per mantenere un buon passo gara. Anche gli allenamenti a casa devono avere uno scopo, per fare fiato e poter arrivare a fine gara più freschi e lucidi”.

La classifica del tricolore Supermoto non è altrettanto generosa con te, come mai?

“Purtroppo l’adattamento alla nuova TM, venendo da un anno con la Honda, ha richiesto più tempo del previsto, non mi sentivo completamente a posto e ho perso un po’ di terreno soprattutto da Malone, che sta facendo veramente la differenza. Spero di ricucire il gap da lui e riaprire il campionato. Io mi sento in forma e sono molto fiducioso”.

Il team manager e tecnico pesarese Ivan Lazzarini, pluricampione Supermoto, cosa chiede ai suoi piloti?

“Sa come motivarci, essere un pluricampione è un grande valore aggiunto rispetto ad altri preparatori-manager, lui riesce sempre a dirti dove puoi migliorare e sa anche come aiutarti. Mi trovo molto bene sia con lui che con tutta la squadra, e sono sicuro che insieme otterremo bei risultati”.

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