Quale giovane motociclista non sogna di diventare un asso della MotoGP? Del resto, la motocicletta rappresenta uno sfogo per molti giovani. Il Motorsport viene considerato come una vera disciplina sportiva, parificabile a ogni altra. Christian Pucci, che sta per compiere 14 anni, sogna di diventare come il suo mito Marc Marquez, ma anche lui è già un piccolo campione. Di origini laziali, è uno dei giovanissimi piloti italiani che si stanno mettendo in luce nella Supermoto nazionale. In pista è stato campione d’Italia della categoria Ohvale 160 PreGP nel 2019, mentre adesso si trova davanti a tutti nella graduatoria della classe S Junior 85 cm³ con la sua piccola KTM, preparata dal padre Cesare, che di motori se ne intende, dato che gestisce un’autofficina, e poi è anche il precursore della famiglia avendo corso proprio in Supermoto.

Ma oggi il protagonista è Christian e dalla chiacchierata è emerso il profilo di un ragazzo educato, bravo a scuola e anche in moto, che non guasta in una famiglia di appassionati, con mamma Alessandra e la sorellina Francesca che non perdono una trasferta.

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La passione per la velocità


Christian, come è nata la scelta di correre in moto?

“Mio padre andava in moto prima che io nascessi, e lo faceva anche mia mamma: nasco da una famiglia di motociclisti. La mia prima Minimoto mi è arrivata da un’asta su Ebay. Ho sempre avuto la passione ma l’input giusto è arrivato un giorno a Torricola, nella zona di Roma, mentre vedevo il mio amico Simone Mazzola che gareggiava con le Minimoto. Da lì è iniziata la mia avventura. Avevo sei anni e mezzo”.

Poi è arrivata la passione per la Supermoto.

“La Supermoto è arrivata a fine 2019, dopo aver vinto il campionato Ohvale 160: mi serviva un mezzo per allenare fiato e resistenza in prospettiva dell’Aprilia SP 250. Così ho acquistato con papà una KTM 85. Poi quest’anno è arrivata la notizia che avrebbero fatto un campionato FMI gratuito per Supermoto, con moto e motori uguali, e allora abbiamo deciso di provarci”.

Parliamo di questa stagione, iniziata benino a Ortona, poi però…

“Sono un po’ rammaricato per il mio quinto posto a Ortona per una partenza anticipata! Alla seconda di Viterbo, pista conosciuta appena una settimana prima, sono arrivate due pole, qui devo ringraziare molto il mio coach Maurizio Castelli, che essendo di casa ha saputo darmi le giuste indicazioni per portarmi in vetta alla classifica. A Pomposa invece non è stato facile, quello che riuscivo a guadagnare nel misto lo perdevo sul rettilineo, dove altri concorrenti mi ‘sverniciavano’. Avevano dei missili sotto la sella, altro che motori tutti uguali. Non so cosa sia cambiato da gara a gara ma cerco sempre di prepararmi il più possibile anche attraverso Youtube, internet e la Playstation”.

C’è un top rider della Supermoto o di altre specialità al quale ti ispiri?

“Mi piace molto Kevin Vandi che ha uno stile di guida da paura! Appena finisco le mie gare vado sempre a vedermi le sue. Mi ispiro a molti piloti, e tra questi c’è Marquez: ha una forza di volontà e una tenacia da fare invidia. Vorrei fare quello che fa lui con la moto”.

Come alleni mente e fisico?

“La testa e il fisico me li tiene allenati Maurizio Castelli, che mi porta in pista ad allenarmi e non soltanto, a volte rilassiamo la mente andando al lago insieme! Tre volte a settimana però faccio anche palestra insieme a mamma e papà”.

Hai in programma di correre ancora nella Velocità?

“È la mia passione: sto valutando una wild card in PreMoto3 o nella Yamaha R3 Cup, ma voglio continuare a correre anche con le Supermoto il prossimo anno, mi diverto troppo! Devo soltanto decidere in quale categoria. Aspetto le novità della FMI”.

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