Quella (s)volta che: la Superlega dell'Enduro

Quella (s)volta che: la Superlega dell'Enduro

Ciò che il calcio ha rischiato di vivere ha un precedente nel motociclismo off-road

Anche chi detesta il calcio non può non aver sentito della Superlega, il progetto - subito imploso - a cui avevano aderito 12 club e che si poneva in alternativa alla Champions League. In ambito motoristico lo scisma più celebre avvenne nel 1996 quando Tony George, in polemica con gli organizzatori della CART, diede vita all’Indy Racing Team. Le due realtà dell’automobilismo statunitense convissero fino alla fusione del 2008.

Tra le due ruote invece sono bastati tre anni per riportare sotto un’unica bandiera, quella della Federazione Motociclistica Internazionale, i piloti e soprattutto le Case dell’Enduro. La separazione avvenne nel dicembre 2017, quando fu annunciata la nascita del World Enduro Super Series (WESS), un campionato – promosso dal gruppo KTM – con otto gare “classiche” in Portogallo, Austria, Francia, Romania, Polonia, Svezia, Olanda e Gran Bretagna, con fiore all’occhiello l’Erzbergrodeo. A organizzarlo, la WESS Promotion GmBH, neonata società austriaca con CEO Philipp Stossier, il quale disse: “Non stiamo reinventando la ruota, ma portiamo competizioni consolidate di Enduro su una piattaforma di comunicazione più ampia per garantire che l’Enduro ottenga l’esposizione globale che merita”. Alla radice di tutto, l’insofferenza per come il mondiale Enduro veniva presentato al grande pubblico e per la scarsa interazione con gli appassionati.

Quella (s)volta che: Zarco e una carriera che non lascia indifferenti

Red Bull partner dell'iniziativa


Diventata media partner in esclusiva, Red Bull Media House ha prodotto video live e speciali di ogni gara. A muovere le fila, la Pierer Industrie AG, titolare del gruppo KTM che oggi include anche i marchi Husqvarna e GASGAS: un colosso che nel 2019 ha fatturato 2,171 miliardi di Euro, impiegando 8186 dipendenti. La Pierer Industrie AG è proprietaria al 100% della WESS Promotion GmBH. Non a caso fu subito annunciata la presenza del Red Bull KTM Factory Racing con cinque piloti a tempo pieno: Taddy Blazusiak (che si era ritirato a dicembre 2016), Josep Garcia, Jonny Walker, Cody Webb e Nathan Watson. In contemporanea Rockstar Energy Husqvarna Factory Racing comunicò la propria adesione, schierando Graham Jarvis, Colton Haaker, Alfredo Gomez e Billy Bolt. Nel comunicato iniziale si spiegava che il WESS era una "Serie di Enduro multidisciplinare per professionisti e dilettanti" che combinava "Hard Enduro, Enduro classico, Crosscountry e Gare su sabbia".

Proprio la possibilità per i dilettanti di gareggiare a fianco dei professionisti era gradita alla KTM, per ovvi motivi di marketing: con la moto comprata in concessionario, il privato poteva disporre di un mezzo simile a quello dei migliori al Mondo e poteva mostrare di essere alla loro altezza, a differenza di quanto accadeva (e accade) su asfalto.

Annullata l'edizione 2020


Winfried Kerschhaggl, direttore del WESS, chiarì il senso dell’operazione: “Crediamo che questo sia un momento chiave per l’Enduro. Negli ultimi 10 anni si è sviluppato enormemente, con molti eventi ‘stand-alone’ di alto profilo, ma c’è anche una scena sempre più divisa per concorrenti, media e industria. L’obiettivo del WESS è stabilire una serie competitiva con tutti i tipi di eventi”. Pur restando indipendenti e continuando ad applicare ciascuno un proprio regolamento, gli eventi attribuirono un punteggio uniforme. "Per eccellere nel WESS – spiegò Fabio Farioli, team manager KTM – bisogna dimostrare di essere piloti di Enduro a tutto tondo, con la migliore tecnica, velocità e resistenza". KTM e Husqvarna abbandonarono il mondiale EnduroGP, lasciando un grande vuoto, considerando la settantina di titoli iridati vinti dal 1990 al 2017.

Un po’ come se Real Madrid, Milan, Bayern Monaco e Liverpool avessero lasciato la Champions League per la Superlega. Ad aggiudicarsi il primo titolo di Ultimate Enduro Champion fu Billy Bolt (nella foto Future7Media), imitato nel 2019 da Manuel Lettenbichler (KTM). In entrambe le edizioni c’è stato un unico intruso nella Top 15, sempre con la Sherco: nel 2018 Wade Young, 7°, nel 2019 Mario Roman, 8°. L’annullamento dell’edizione 2020, causa pandemia, ha portato al riavvicinamento delle parti, per un’unione che ha dato alla luce il FIM Hard Enduro World Championship.

 

  • Link copiato

Commenti

Leggi motosprint su tutti i tuoi dispositivi