Quella (s)volta che: dove sono i piloti austriaci?

Quella (s)volta che: dove sono i piloti austriaci?

Dal fenomeno Hollaus ad Auinger e Meklau. Poi la scuola austriaca si è fermata

Uno splendido circuito, dove si correrà nei prossimi due weekend, uno tra gli sponsor più munifici del Motorsport e un costruttore vincente e ambizioso. L’Austria ha tutto per essere protagonista nel Motomondiale, salvo i piloti.

Quella (s)volta che: quando la sconfitta fa disertare la premiazione

Gli austriaci vincenti


Con tredici GP vinti occupa infatti il 20° posto in compagnia di Brasile e Ungheria, Nazioni che fino a vent’anni fa guardava dall’alto in basso. Fra meno di un mese saranno 35 anni dall’ultima volta che è risuonato Land der Berge, Land am Strome (Terra di monti, terra sul fiume), l’inno austriaco. Merito di August Auinger che vinse il GP San Marino della classe 125 in sella alla MBA con 16 secondi di vantaggio sul campione del Mondo di quell’anno, Luca Cadalora, e quasi 32 su Fausto Gresini. Tre settimane prima l’austriaco aveva trionfato a Silverstone con nove secondi di margine su Domenico Brigaglia e 12 su Cadalora. Delle 11 gare disputate dalla ottavo di litro nel 1986 furono le due sole sfuggite ai nostri portacolori che occuparono anche quattro delle prime cinque posizioni della classifica finale. Unico intruso, manco a dirlo, Auinger in quarta piazza. L’anno prima August fece anche meglio, con i trionfi in Germania, Gran Bretagna e Svezia e il terzo posto finale dietro a Gresini e Pier Paolo Bianchi. Ritiratosi a fine 1989, non è riuscito a trasmettere la sua passione al figlio Bernhard, che ha preferito dedicarsi alle quattro ruote, senza raggiungere le vette sportive toccate dal padre.

Cinque GP vinse nel 1954 in 125 pure Rupert Hollaus anche se poi perse la vita nelle prove del GP Nazioni a Monza. Ciò nonostante si aggiudicò il titolo iridato, precedendo Carlo Ubbiali che lo etichettava come uno dei rivali più forti con cui si fosse confrontato. Il febbraio successivo Hollaus fu insignito alla memoria del premio di Sportivo dell’Anno nel suo Paese, un’onorificenza che in seguito sarebbe stato conquistata soltanto da un altro pilota, Niki Lauda nel 1977. Già soltanto questo basterebbe per indicare la grandezza di Hollaus e la pochezza dei suoi eredi. Un GP a testa lo hanno vinto pure Bert Schneider nel 1963, Edi Stollinger nel 1979 e Gerd Kafka nel 1985, rispettivamente in 125, 250 e 80. Una vittoria la conquistò anche Andreas Meklau nel 1993 nel round casalingo del mondiale Superbike – a Zeltweg, oggi Red Bull Ring – con la Ducati 888 del Team Schnyder. Una gara epica in cui, approfittando della pioggia, Giancarlo Falappa cercò di fare subito il vuoto. Alle sue spalle, staccati di due secondi dopo un giro, Aaron Slight, Fred Merkel e Stéphane Mertens.

Archiviato il primo terzo di gara, il Leone di Jesi aveva oltre quattro secondi sul belga che a sua volta precedeva la Kawasaki numero 6 e l’altra Ducati. Nel frattempo, con il progressivo asciugarsi delle traiettorie, rinvenne fortissimo Meklau che pure scattava dalla seconda fila grazie al settimo tempo in qualifica. Il beniamino del pubblico infilò Slight all’esterno e Falappa prima della vecchia chicane, guadagnando il comando al nono giro. Nemmeno l’errore del connazionale Anton Berghammer, cadutogli davanti poco prima di essere doppiato, con la Yamaha che scivolò pericolosamente sull’asfalto per alcuni metri, gli fece perdere la concentrazione. Meklau continuò a spingere come un forsennato, arrivando a doppiare persino Mertens e Merkel, in difficoltà con i pneumatici. Sul traguardo precedette Slight di 29 secondi e Scott Russell, terzo, a 58. Carl Fogarty, con la seconda delle Rosse, fu quarto a un minuto e 10 secondi mentre Jeffry de Vries, settimo, risultò l’ultimo a pieni giri.

Poche ore dopo, in Gara 2, la Ducati infilò una memorabile cinquina con Falappa vincitore con 27” su Merkel e Meklau, terzo in una gara ridotta a soli 12 giri per la pioggia. Andreas riprovò il colpo gobbo 12 mesi dopo ma si dovette accontentare di due secondi posti, battuto ambedue le volte per un paio di secondi da Fogarty. Da allora gli austriaci hanno raccolto le Briciole: l’ultimo a punti in Superbike è stato Christian Zaiser, nel lontano 2007, mentre in Moto3 quest’anno Maximilian Kofler ha incamerato appena tre punti. C’era una volta la scuola austriaca.

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