PHILLIP ISLAND - Sono iniziati con una sorpresa e parecchi botti i test precampionato di Phillip Island del Mondiale Superbike. La sorpresa è stata sicuramente la prima posizione di Eugene Laverty che, anche con la Suzuki, ha dimostrato di riuscire ad andare decisamente molto forte in Australia. L’irlandese, vice iridato 2013, è stato il più veloce della mattina e si è riconfermato (con lo stesso crono) anche il pomeriggio. Che Laverty andasse molto forte è oramai cosa nota, ma ciò che ha confermato questo primo giorno di prove australiane è la competitività della Suzuki, che ha piazzato Sam Lowes, che mai aveva visto Phillip Island, al quinto posto. Il britannico ha assaggiato l’asfalto nel turno del mattino, ma poi è tornato in sella sul finale e nel pomeriggio si è avvicinato ai primi, chiudendo a meno di mezzo secondo dal compagno di squadra. Lowes è stato solo uno dei tanti piloti andati al tappeto oggi. Nella mattinata il primo a cadere è stato il diciannovenne Peter Sebastien, che nel corso dell’ottavo giro è caduto alla veloce curva 2 ed è finito all’ospedale con una spalla lussata. Domani non proverà ed a questo punto è in forse anche la partecipazione al round australiano. Poi è stato il turno di Lowes e sul finale è caduto anche Loris Baz, a lungo al comando della classifica del mattino. Nel pomeriggio invece sono andati a terra Andreozzi, Fabrizio, finito al medical center per un controllo, e Barrier. Anche in questi test la pista australiana si è confermata difficile, di quelle che non perdonano. Il primo giorno di test ha confermato anche che la Ducati c’è ed è competitiva. In mattinata Davide Giugliano si era piazzato al quarto posto e nel pomeriggio si è portato a soli 205 millesimi dal tempo del mattino di Laverty, risultando il più veloce della seconda sessione. Phillip Island è una pista sulla quale i cavalli non fanno la differenza, ma il romano sta guidando in maniera impeccabile. Ed i risultati si vedono. Il pilota Ducati si è preso il lusso di tenere dietro anche il campione del mondo Tom Sykes. Il pilota della Kawasaki, che non ama la pista australiana, è parso molto veloce per tutto il giorno, così come il suo compagno Loris Baz. La Kawasaki è molto competitiva ed i suoi piloti la stanno guidando magistralmente, soprattutto Baz, che senza la caduta del mattino, probabilmente, avrebbe potuto girare anche più forte. Se Giugliano è parso velocissimo in sella alla Panigale lo stesso non si può dire al momento del suo compagno di squadra Davies. Il gallese si è piazzato al decimo posto, a quasi un secondo e quattro da Laverty. Ma ciò che più sorprende è che ha dato solo quattro decimi alla Panigale EVO di Niccolò Canepa, undicesimo e primo dei piloti EVO in pista. Chi sembra al momento sparita dalla top five è l’Aprilia. La moto che lo scorso anno ha dominato si è piazzata sesta con Melandri, ottava con Guintoli e dodicesima con Elias. Nel box del team ufficiale della Casa di Noale l’imperativo era non cadere. Ed i due piloti hanno preso alla lettera gli ordini. Dopotutto, quelli di oggi e domani, sono solo test. Il mondiale inizierà solo venerdì prossimo. Infine, i due debuttanti del mondiale, MV Agusta ed EBR, hanno avuto una giornata un po’ travagliata. Claudio Corti è stato rallentato da alcuni problemi di gioventù della F4 Superbike e, tutto sommato, il suo quattordicesimo posto non è nemmeno così male. Decisamente peggio è andata invece alla EBR. In mattinata si è spenta prima la moto di May e poi quella di Yates, la cui rottura ha costretto l’esposizione della bandiera rossa e la chiusura anticipata del primo turno di prove. Nel pomeriggio, poi, le due moto sono rimaste ferme nel box, con i tecnici al lavoro per ripristinarle per domani. Nel team tutti sapevano che sarebbe stata dura, anche perché i primi metri, la 1190 RX, li ha mossi proprio questa mattina a Phillip Island. g. f.