Jonathan Rea ha conquistato la vittoria di gara 1 a Imola, round numero quattro del mondiale superbike. Il pilota nordirlandese della Honda era partito dalla pole posizione. Un po’ a sorpresa, come aveva confessato lo stesso Rea: “Non me l’aspettavo, non ero certo io il favorito”. Invece in gara Rea, con la moto più datata del lotto (“Ma dall’anno scorso abbiamo lavorato moto” dice ), non ha avuto rivali. È partito in testa e nessuno è riuscito a scalzarlo dalla posizione. Una soddisfazione doppia per il ventisettenne pilota di Ballymena, che da qualche tempo vive in Toscana e parla anche un po’ di italiano. “Sì, è stata una gran gara - ha detto alla fine, piuttosto commosso, Rea,   - la moto andava benissimo, ma verso la fine ho avuto qualche problema alla gomma posteriore. Era “finita” e quindi ho rallentato un po’, anche perché avevo un bel vantaggio e non valeva la pena rischiare”. A Rea la pista di Imola piace, vi aveva già vinto nel 2011. Al traguardo ha preceduto di 4 decimi e mezzo Chaz Davies. Con la Ducati che ha sede a pochi chilometri da Imola (a Borgo Panigale) sul britannico pesava (e pesa, in gara 2) la responsabilità di un buona gara davanti a un pubblico che comprende tanti amanti della Rosa. Eppure dice di non aver sentito pressione: “Ho provato a superare Rea, ma non ce l’ho fatta: a metà gara ho avvertito qualche vibrazione”. Il problema della Panigale “Che pure è molto cresciuta negli ultimi sei mesi, è il saltellamento. Per il resto la moto funziona bene”. Grande favorito della vigilia, anche in virtù della vittoria del 2011, Tom Sykes ha terminato terzo. Ed è un po’ deluso: “Ce l’ho messa tutta, ma ho anche commesso qualche errore, e gli errori su un circuito difficile come questo sono fatali. Volevo fare meglio, non lo nego, comunque almeno sono sul podio. Non sono contentissimo dell’assetto, cambieremo qualcosa per gara 2”. Dopo la gara di Assen, due settimane fa, Marco Melandri aveva parlato di “svolta” ma in realtà il risultato di gara1 a Imola è stato esattamente lo stesso delle due manche olandesi: sesto. Con quasi 15 secondi di distacco dal primo. Ancora una volta battuto dal suo compagno di squadra, Davies. A sette giri dalla fine, Davide Giugliano, che pure aveva fatto buone prove, ha perso aderenza all’anteriore ed è finito a terra. “Sono partito malissimo, abbiamo problemi alla frizione in partenza, dopo ho dovuto recuperare, ma non riesco a guidare come voglio”. In zona punti anche i due del Team Pedercini Kawasaki:  Scassa (tredicesimo) e Andreozzi (quindicesimo). Ritiro per Ayrton Badovini ("Noie elettriche, niente di gravissimo. Speriamo per gara 2”) e Nicolò Canepa  (“Non ho sbagliato io, ma c’è stato un problema. Si è rotto il serbatoietto dell’olio del freno davanti, non riuscivo a frenare. Peccato perso tanti punti”). A sette giri dalla fine, Davide Giugliano, che pure aveva fatto buone prove, ha perso aderenza all’anteriore ed è finito a terra. “Sono partito malissimo, abbiamo problemi alla frizione in partenza, dopo ho dovuto recuperare, ma non riesco a guidare come voglio”. Guarda la classifica di gara 1