A Sepang, Marco Melandri si aggiudica la vittoria di gara 1 del round Malesia, il sesto  del mondiale Superbike. C’è molta Italia in questo primo assaggio di Malesia per il Mondiale Superbike. Al secondo posto si piazza infatti Sylvain Guintoli, compagno di squadra di Melandri. L’Aprilia sfrutta l’esperienza della ART che corre nella MotoGP (che corre regolarmente a Sepang, a differenza della Superbike) e mette a punto una moto in grado di dominare fin dalle prove. In realtà al venerdì e al sabato, dei due piloti Aprilia factory è il francese quello più in forma. Di Guintoli è la pole. In gara il francese è partitolo forte, ma dopo pochi giri alle sue spalle si è fatto minaccioso Melandri. Al’11° giro il sorpasso: Marco è passato in testa e c’è rimasto fino alla fine, nonostante alcuni tentativi di attacco del francese. Melandri non vinceva da Mosca 2013. Allora era in BMW. Quest’anno, a parte il secondo posto in Australia, round 1, erano arrivate sono delusioni. Tanto che qualcuno cominciava a parlare di divorzio dall’Aprilia. “Ma no - smentisce Marco - queste sono voci che si diffondono sempre quando c’è un periodo difficile, ma sono prive di fondamento”. Anche perché a fine gara Melandri ha voluto ringraziare non solo i tecnici del suo box “ma anche tutti quelli che hanno lavorato a Noale”. Insomma, pace fatta. “Ora finalmente ho la moto adatta alle mie caratteristiche. Che non sono quelle di Guintoli, forse perché io sono più basso. Ora la moto è più guidabile. Ho cercato di andare davanti presto perché avevo paura di una bandiera rossa, come è successo più volte quest’anno. Ogni volta che vedevo arrivare Guintoli pensavo: ecco, adesso mi supera. Poi invece ce l’ho fatta a stare davanti”. E poi la dedica più tenera (“ a Manuela e al suo pancione”) per un quasi papà di una bimba che nascerà ad agosto. Anche Guintoli, che quest’anno è riuscito a vincere già due gare in Australia e in Olanda, era abbastanza soddisfatto: "Alla fine ho provato ad attaccare, , ma ho commesso alcuni piccoli errori, comunque soffrivo molto il caldo e va bene così”. Al terzo posto si è piazzato Eugene Laverty, con la Suzuki.

Baz: la follia al primo giro

L’episodio più significativo succede pochi istanti dopo il via. Loris Baz colpisce Sykes, che a sua volta tampona Sam Lowes. Un fatto che avrà ripercussioni all’interno del Team Kawasaki. Già a Donington, la tappa prima della Malesia, l’inglese aveva lamentato un’entrata troppo decisa del francese. Dall’interno del box Kawasaki parlano di Sykes, arrabbiatissimo. Anche perché si è fatto male al polso destro. Ma se Sykes non ha rilasciato alcuna dichiarazione, a parlare è stato Davide Giugliano. Un’altra vittima della manovra azzardata di Baz. “Baz ne combina una a gara. Dovrebbe accendere un po’ la testa. Non è la playstation, questa. Ho visto Skes con la gamba incastrata sulla sua moto e mi ha fatto davvero impressione. A me ha mandato fuori e sono ripartito quasi ultimo. Sono partito con i primi e alla seconda curva ero ultimo. Sorpassare non è stato facile. Al terzo giro le gomme hanno cominciato a cedere e non avevo più grip. Mettiamoci anche che fisicamente non stavo bene. Finire ottavo è stato un gran bel risultato”. La pista di Sepang richiama alla memoria una delle più grandi tragedie della storia del motociclismo: la morte di Marco Simoncelli, avvenuta il 23 ottobre del 2011. “Mi fa male correre qui. Marco era un mio amico, ci conoscevano fin dai tempi delle minimoto - è il ricordo commosso di Giugliano - ma so che c’è qualcuno che mi protegge da lassù”. Gara 2 alle 10,30 Guarda la classifica di gara 1