LA situazione è molto delicata: riuscirà la Kawasaki, o meglio Guim Roda, manager del Team Provec, a rimettere tranquillità all’interno del box? Riuscirà lo spagnolo ad evitare altri pasticci del giovane ed irruento Loris Baz, che quest’anno intravede la possibilità di giocarsi il titolo iridato della Superbike? Il rischio di una rottura tra il campione del mondo Tom Sykes e la formazione spagnola è dietro l’angolo; il britannico si trova benissimo col team spagnolo, ha un ottimo rapporto col suo capotecnico e con tutti i ragazzi che lavorano con lui nel box ma ci ha messo anni a diventare il numero uno della Kawasaki. Nelle sue prime tre stagioni con la Casa di Akashi lui era il secondo (se non il terzo) pilota del team. Solo l’amicizia e la stima che aveva di lui Paul Bird, manager del Team PBM, gli ha permesso di rimanere in Kawasaki anche nel 2012, anno nel quale c’è stato il passaggio di consegne delle moto ufficiali al Team Provec, quando Sykes era sempre il numero due. Perché quell’anno il pilota di punta della formazione spagnola era Johan Lascorz, che Guim Roda aveva avuto come pilota ai tempi della Supersport ed era un suo grande amico da molti anni, tanto da togliersi gli abiti da pilota per seguirlo come manager, formando appunto il Team Provec. Ma nel 2012 Tom Sykes è riuscito a ribaltare la situazione a suon di risultati e, dopo il terribile incidente del catalano, rimasto paralizzato nei test di Imola, tutto il team si è concentrato sul britannico. Anche perché il pilota di Huddersfield, assieme al suo staff, stava facendo fare alla ZX-10R cose che fino a quel momento non erano riuscite a nessuno. L’articolo completo del nostro inviato Giulio Fabbri, lo potete leggere sul numero di Motosprint in edicola da martedì 17 giugno