La storia di Marco Faccani, vent’anni, di Ravenna, è quella di tanti ragazzi cresciuti in un ambiente molto stimolante per i giovani piloti. Un po’ di minimoto a sette anni, un’esperienza nel minicross dove ha imparato a guidare grintoso e poi la trafila delle formule minori. Fino ad arrivare al Team Puccetti Kawasaki, appoggiato dalla Federazione Italiana. Marco è uno che non viene da una famiglia ricca e il posto se lo è guadagnato facendo vedere qualità di guida ma anche serietà e preparazione. «Sono perito meccanico, mi sono anche iscritto ad ingegneria meccanica, ma è difficile correre e studiare». 221_R10_Faccani_podium 220_R10_Faccani_finish 248_R10_Faccani_box_ambience Il ragazzo ha un indubbio vantaggio: la conoscenza tecnica. «Mi piace la meccanica, ma anche l’elettronica. Ho un buonissimo rapporto con i tecnici e mi piace interagire. Però, quando si arriva alle qualifiche o alle gare, torno ad essere solo un pilota e mi fido al 100% dei miei tecnici». In un mondo in cui molti piloti, anche a livello mondiale, non brillano per conoscenze tecniche, uno come Faccani ha qualcosa in più. Che mette in mostra durante le gare (ne ha vinte cinque su sei in questa stagione), correndo come fanno quelli bravi davvero; prepara la moto molto bene, trova un passo di gara veloce e cerca di riproporlo fino all’arrivo. Non è uno da exploit e, in questo, ricorda un altro italiano che sta facendo molto bene in Moto2 e che cresce con progressione: Franco Morbidelli. Eppure non è uno che ama correre solo. «In fin dei conti il mio punto di forza sono le staccate, quindi i sorpassi, e sono pronto anche alle gare con gruppi che si giocano la vittoria, ma quest’anno non c’è stata molta bagarre e ho corso in un altro modo, mi sono adeguato». Il futuro, anche a causa di una taglia atletica oltre il metro e ottanta, è nelle derivate di serie. «Mi piace la Supersport, è una bella categoria; la Moto2, invece, è un po’ piccola per me». Il progetto per il prossimo anno prevede che resti nel Team Puccetti, soprattutto se verrà confermata la presenza al suo fianco di Kenan Sofuoglu. Per Alfredo Mastropasqua, coordinatore dei team federali, sarebbe il massimo: «Con un pilota così forte al suo fianco, Marco può imparare in fretta. Kenan ha soprattutto una dote: la pignoleria nei briefing con i tecnici. Si confronta per ore e un pilota tecnico come Faccani potrebbe arricchire il suo bagaglio di conoscenze». Marco Masetti