Il conto alla rovescia è iniziato: manca meno di una settimana all’inizio del mondiale Superbike ed i piloti sono pronti per scendere in pista a Phillip Island, prima per la due giorni di test ufficiali in programma nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 e poi per il round vero e proprio, che avrà inizio venerdì 20. Con l’edizione di quest’anno, la venticinquesima, il tracciato australiano mantiene il record per il maggior numero di eventi ospitati della Superbike. Il Phillip Island Grand Prix Circuit ha infatti debuttato nel calendario nel lontano 1990 e, dopo una breve assenza nel 1993, è rimasto come appuntamento fisso della competizione. Dal 2010 in avanti, inoltre, il round australiano ha coinciso con il primo appuntamento dell’anno targato WorldSBK. Oltre ad essere il più veloce in calendario – con una media record di velocità sul giro al momento fissata sui 177,720 km/h – ed uno dei preferiti per i piloti ed i fan, il tracciato di Phillip Island è considerato uno dei più spettacolari al mondo. Situata nella parte più a sud dell’Australia e nella  costa dell’omonima isola, la pista di 4.445m è caratterizzata da sette curve a sinistra e sei a destra, nonché da cambi di pendenza fino a quasi 60m. La stagione ormai alle porte è interessante sotto diversi punti di vista, anche alla luce dei molti cambiamenti rispetto all’edizione dell’anno passato. Cambi di casacca, lieti ritorni e nuovi arrivi hanno modificato in modo significativo la griglia di partenza. Con il campione del mondo  in carica Sylvain Guintoli entrato a far parte del Team Pata Honda insieme all’iridato Supersport Michael van der Mark, gli ex piloti della squadra olandese, Jonathan Rea e Leon Haslam hanno deciso invece di intraprendere una nuova sfida, stringendo alleanza rispettivamente con il Kawasaki Racing Team e con l’Aprilia Racing Team – Red Devils. Entrambi i britannici saranno in buona compagnia: Rea dividerà infatti il box con il vincitore del titolo di due anni fa, Tom Sykes, mentre Haslam avrà al suo fianco il ‘rookie’ ex Moto2 Jordi Torres. Torres è solo uno dei quattro nuovi arrivi di nazionalità spagnola per questa edizione 2015, tutti desiderosi di seguire le orme del connazionale Carlos Checa. L’ex iridato 2011 del Mondiale 125cc, Nicolas ‘Nico’ Terol (Althea Racing Ducati), Santiago Barragan (Team Grillini SBK) e Roman Ramos (Team Go Eleven Kawasaki) sono ansiosi di testare le proprie capacità in sella alle potenti 1000cc della categoria. L’ex protagonista del motomondiale, Randy De Puniet, farà il suo esordio in gara pur mantenendo un doppio compito per il 2015. Oltre a correre per il team Voltcom Crescent Suzuki insieme al confermato Alex Lowes, infatti, il transalpino continuerà il suo lavoro da collaudatore per la squadra ufficiale del costruttore giapponese in MotoGP. Il Ducati SBK Team ha mantenuto inalterata la coppia di piloti titolari e, dopo gli ottimi riscontri dei test invernali, ambisce a conquistare il primo successo di gara della ‘era Panigale’. Davide Giugliano e Chaz Davies sono intenzionati ad interrompere questo digiuno di vittorie, con il pilota romano che, in caso di successo, porterebbe a 100 il numero di affermazioni da parte di piloti italiani nella competizione. Tre i ritorni eccellenti per l’edizione di quest’anno figura l’argentino Leandro ‘Tati’ Mercado, che si appresta a tornare in pista nella categoria insieme al Team Barni Racing, lo stesso con il quale si è aggiudicato nella stagione passata il titolo della Coppa FIM Superstock 1000. Al rientro nella categoria anche Matteo Baiocco, che affiancherà Nico Terol nel Team Althea Racing e Leon Camier, chiamato a tempo pieno dal Team MV Agusta Reparto Corse. Confermato il sodalizio tra il BMW Motorrad Italia Superbike Team e Sylvain Barrier, mentre il Team Hero EBR si affiderà a Niccolò Canepa ed all’esordiente Larry Pegram, quest’ultimo impegnato anche nel ruolo di team manager. La stagione 2015 vede inoltre delle modifiche al regolamento tecnico, riguardanti principalmente l’elettronica (con tetto di spesa fisso) ed il motore (con minore livello di elaborazione permesso e l’uso obbligatorio di bielle e pistoni di serie). Questi cambi non sono stati pensati solo per un abbassamento dei costi, ma anche per un bilanciamento delle performance e per una maggiore competitività dei team privati.