Troy Bayliss, a 46 anni, sostituirà l'infortunato Davide Giugliano nel primo round del mondiale Superbike con i colori della Ducati ufficiale. Una carriera straordinaria quella dell'australiano tre volte iridato, che è rimasto nel cuore dei tifosi e che in ogni edizione del WDW è sempre - ancora - il più applaudito e il più cercato per gli autografi, i selfie e, perché no, anche "solo" per una stretta di mano. Aveva 10 anni Troy Bayliss quando ha iniziato a cimentarsi con le gare motociclistiche, di motocross e dirt track, che poi però aveva abbandonato perché non riusciva ad emergere e non aveva soldi per continuare a gareggiare. Inizia dunque a lavorare e trova posto come carrozziere, specializzandosi nella verniciatura a spray (da qui deriva il soprannome "il carrozziere"). Nel 1992, a 23 anni, riesce finalmente a ritornare nel mondo delle competizioni iscrivendosi nel campionato 250SP australiano con una Kawasaki KR-1 ed a passare nella classe 600 l'anno successivo. Nel 1994 partecipa alla sua seconda stagione del campionato australiano 600 e si classifica sesto, l'anno successivo addirittura secondo, quest'ennesimo ottimo risultato lo proietta in sella al team Kawasaki Australia che nel 1996 gli permette di terminare al terzo posto il campionato. Nel 1997, a 28 anni, le sue capacità si manifestano a livello mondiale, passato alla Suzuki Australia, partecipa come wild-card alla tappa del mondiale Superbike a Phillip Island, classificandosi 5º in entrambe le gare. Nella prima stagione, quella del 1998, prende confidenza con le piste e la nuova moto e termina ottavo in classifica, ma nella seconda stagione è l'assoluto dominatore del campionato inglese, con 7 vittorie e 14 piazzamenti sul podio si laurea campione Britannico Superbike del 1999. Nel 2000 sul circuito di Phillip Island, Carl Fogarty incappa in un terribile che lo costringe al ritiro dalle corse. Bayliss viene chiamato dalla squadra ufficiale Ducati Corse (capitanata da Paolo Ciabatti e Davide Tardozzi) per sostituire il britannico: Bayliss stava già correndo con Ducati, ma nel campionato americano. Pur non vincendo, l'australiano a Monza lascia il segno grazie ad un sorpasso da ricordare; sul rettilineo d'arrivo transita al 4º posto, davanti ha Edwards, Chili, Yanagawa e, prima della staccata, anche Haga, che gli era alle spalle, lo sopravanza. Alla prima variante, dopo un rettilineo da 300 km/h, Bayliss li sorpassa tutti e nello spazio di una curva passa dal 5º al 1º posto. Conclude sia gara 1 che gara 2 al quarto posto, ma la sua condotta di gara gli vale la conferma ed un ingaggio nel mondiale per tutta la stagione. Si classificherà sesto nella generale (pur avendo saltato 6 prove del mondiale), ottenendo ben 9 podi e 2 vittorie (ad Hockenheim e a Brands Hatch). Sempre in sella alla Ducati 996 R del team Ducati Infostrada, nella stagione 2001 si laurea campione del mondo, salendo 15 volte sul podio, ottenendo la matematica certezza del titolo mondiale addirittura prima del termine della stagione. Ancora più incisivo della stagione precedente, nei primi 3 round del campionato mondiale Superbike 2002 si aggiudica 6 manche, un bottino pieno, dove lui e la 998 F 02 non lasciano spazio ad altri piloti, fino a che Edwards con la Honda VTR 1000 SP2, riapre la lotta per il titolo mondiale. A Imola davanti a 100.000 persone, all'ultimo round, Bayliss ha 1 punto di svantaggio su Edwards. I due danno vita ad una lotta serratissima con Edwards che vince entrambe le manche e si laurea campione del mondo per la seconda volta, ed a Bayliss non resta altro che accontentarsi del secondo posto. Nel 2003 esordisce nel motomondiale in MotoGP sempre con la Ducati, la moto è la Desmosedici GP3, con compagno di squadra l'italiano Loris Capirossi. Si presenta alla prima gara a Suzuka classificandosi quinto in gara, in tutta la stagione raccoglie tre podi ed a fine campionato si posiziona sesto nella classifica generale piloti. L’anno dopo la Desmosedici è molto poco competitiva e i risultati non arrivano, tanto che Ducati gli offre di tornare in SBK. Lui rifiuta, salendo sulla Honda RC211V del team Pons, ma va ancora peggio. Ultimo dei piloti Honda, non sale nemmeno una volta sul podio, e si rompe persino un polso a fine estate. Nel 2006 torna nel mondiale SBK, in Ducati. La nuova moto, la 999, è già stata campione del mondo 2003 e 2004 sia marche che piloti, con Hodgson prima e Toseland poi, ma nel 2005 soffre la velocità e la potenza delle rivali giapponesi a 4 cilindri. Bayliss riesce lo stesso a conquistare il suo secondo titolo mondiale con tre gare d'anticipo. Con il mondiale ormai in tasca, a fine stagione si trova a dover sostituire per la terza volta in carriera un pilota infortunato, Sete Gibernau, pilota ufficiale Ducati in MotoGP, nell'ultima gara del campionato a Valencia. Bayliss fin dalle prove del venerdì mattina è veloce, conquista il secondo posto in griglia e vince la gara davanti a Loris Capirossi. Non guidava una MotoGP da quando aveva lasciato la categoria l'anno prima, ed inoltre era alla sua prima uscita assoluta con le gomme Bridgestone. Bayliss è diventato così il primo pilota nella storia a vincere almeno una gara sia in MotoGP che nel mondiale Superbike nella stessa stagione, ed il primo campione del mondo SBK a trionfare in MotoGP. Nel 2007 corre da campione del mondo, ma sempre con il numero 21 sul cupolino: l'ultima volta con il numero 1 di campione ha perso il mondiale per appena 11 punti (vincendo 3 gare in più del campione del mondo 2000 Edwards). Alla fine del campionato si classifica quarto, dietro a Biaggi, Haga e Toseland, che si laurea campione del mondo per la seconda volta con 43 punti di vantaggio sul pilota australiano. Nel 2008, ha annunciato che quello sarebbe stato il suo ultimo anno di corse,. È proprio della casa di Borgo Panigale la grande novità dell’anno, con l’avvento della nuova 998R in sostituzione della 999 che viene affidata nel team ufficiale Ducati Xerox all’australiano ed al suo nuovo compagno di squadra Michel Fabrizio. L'ultima gara in moto della carriera di Troy Bayliss si terrà sul nuovo circuito portoghese di Portimao, in sella alla nuova Ducati 1098 f09, sfoggiando una livrea dedicata che sarà poi quella che caratterizzerà la 1098 di serie a lui dedicata. In condizioni di maltempo Bayliss conquista l’ultima pole della carriera davanti al britannico Crutchlow. In gara uno Bayliss si aggiudica la decima vittoria stagionale, precedendo sul traguardo Checa e Corser, stesso epilogo vittorioso anche per Gara 2. Terminata la carriera agonistica rimane legato alla Ducati come collaudatore per quel che concerne i test di sviluppo delle moto per il mondiale superbike fino al 2012, anno in cui ha deciso di ritirarsi anche da quell'attività, ma non dalle gare: corre nella Supermoto australiana e, ultimamente, lo abbiamo visto anche alla Superprestigio in Spagna.

Fiammetta La Guidara

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