Dopo un anno difficile, nel quale ha ricoperto quasi esclusivamente il ruolo di sostituto di piloti infortunati, ad inizio 2015 Leon Camier è entrato a far parte della squadra ufficiale MV Agusta nel Mondiale Superbike. Il ventottenne pilota inglese, ex campione del BSB, si è dimostrato una scelta azzeccata per il costruttore italiano, intento a sviluppare la nuova F4 con specifiche da Mondiale Superbike. Nonostante le difficoltà, in più di un occasione, il pilota originario di Ashford, paesino nel Kent, si è fatto vedere nelle posizioni che contano. “Ad inizio stagione abbiamo fatto dei miglioramenti enormi ed anche piuttosto rapidamente”, ha detto Camier. “Questo è stato fonte di grande fiducia, anche perché non mi aspettavo che la moto sarebbe stata così competitiva all’inizio. Purtroppo abbiamo avuto qualche problemino che non ci ha permesso di capitalizzare quando ne avevamo l’opportunità. La cosa frustrante è che ci vorrà un po’ di tempo per ovviare a questi problemi, probabilmente riusciremo a portare qualcosa tra qualche gara ma la vera soluzione credo arriverà l’anno prossimo. Ad ogni modo sono felice dei passi avanti compiuti, sebbene ci sia ancora tanto lavoro da fare. È un progetto nuovo per la squadra e in un qualche modo la prima ‘vera’ stagione con impegno totale". Il britannico invita ad essere realisti. “Con un po’ di risorse in più e qualche cambiamento le cose potrebbero andare molto meglio. Il problema è che la ricerca di maggiore potenza porta inevitabilmente ad altri problemi. Non è sempre facile ovviare ad un inconveniente, perché le modifiche possono crearne altri. La parte più difficile è trovare quei decimi extra, specialmente nel confronto con gli altri costruttori, che hanno più esperienza nella competizione”. Lavorare con un costruttore più piccolo ha comunque i suoi vantaggi. “MV è che un’azienda molto più dinamica rispetto ai costruttori più grandi", spiega Camier. "I ragazzi che lavorano in fabbrica sono al centro di tutto e Giovanni Castiglioni non manca di venire a qualche gara. Lui è il motore di tutto questo impegno e la ragione principale per cui credo che questo progetto possa avere successo anche in un tempo relativamente breve. Ovvio che non si può vincere il titolo da un giorno all’altro, ma le cose miglioreranno sicuramente. Lui non ama perdere tempo ed ha il giusto approccio alle corse”. Camier sente che sta dando il giusto contributo alla squadra su più di un livello: il difficile percorso dello scorso anno, con tutte le difficoltà di non avere un ‘posto fisso’, lo ha rafforzato . “Ho sempre avuto un feeling particolare con le moto”, dice. “Ho corso in classi diverse e con moto molto differenti e questo mi ha permesso di fare tanta esperienza. Al tempo stesso sono comunque abbastanza giovane ed ho la motivazione a far bene. È molto importante conoscere il comportamento dlla moto, specialmente per quanto concerne l’elettronica, per mettere sulla giusta strada i tecnici. Un feedback sbagliato può costare molto. “Il mio livello di guida è certamente buono, ma credo che anche ai tempi di Aprilia e Suzuki non andavo male. Tutto ciò che è successo l’anno scorso, con i continui cambiamenti e la mancanza di una moto fissa, mi ha reso più forte mentalmente e per questo credo che ora sono più forte. Con un paio di modifiche alla moto credo che riusciremo a fare bene, al momento giusto”, conclude Leon Camier.