Arrivato nel Mondiale Superbike quest’anno con il team Grillini Racing Kawasaki, Santiago Barragan sta faticando, ben oltre le sue aspettative, a trovare la giusta competitività nella nuova categoria, non solo per il gap di esperienza a livello internazionale e nel campionato ma anche per la mancanza fino ad ora di un pacchetto tecnico che gli permetta di lottare costantemente per la zona punti. Dopo otto round e sedici gare, Barragan si trova al ventesimo posto della classifica piloti, con sole 17 lunghezze all’attivo. “Siamo andati a punti in qualche gara e ottenuto qualche risultato non male, visto anche che sto ancora facendo esperienza nella categoria, imparando i tracciati e sviluppando un feeling con le gomme Pirelli. Purtroppo però a livello di motore siamo un po’ svantaggiati e questo ci sta limitando parecchio” ha commentato il pilota di Almendralejo, paesino della regione spagnola dell’Estremadura. “La maggior parte dei piloti che stavano al nostro livello ad inizio stagione ha fatto progressi, mentre noi siamo rimasti praticamente fermi. Per questo motivo è difficile lottare per i nostri obiettivi. Spesso purtroppo dipende da ciò che fanno gli altri, non dai nostri meriti”. Le differenze a livello di prestazioni tra la ZX-10R di Barragan e quelle ufficiali è elevata, come spiega lo stesso pilota. “A livello di motore ci manca davvero tanti, noi utilizziamo propulsori stock nella clase Superbike. Come minimo c’è una differenza di 20 o 30 cavalli. Nel foglio delle velocità di punta, noi siamo sempre tra i 20 ed i 30km/h in meno. Così è difficile lottare per dei risultati decenti”. “Ovviamente ci sono circuiti in cui questa differenza si sente meno e questo ci permette di far meglio. Ad Aragon per esempio, un tracciato che conosco bene, non l’ho sentita eccessivamente. Lì ero messo meglio e mi sono trovato a sfiorare la top 10, però ora come è ora è difficile anche solo andare a punti”. A cinque round dal termine, il ventottenne spagnolo non sa ancora se riceverà degli aggiornamenti tecnici prima dell’epilogo stagionale. “Sicuramente sono successe alcune cose che hanno rovinato i piani, per questo ci ritroviamo in questa situazione. Ad inizio stagione l’idea era quella di iniziare con la moto EVO ed utilizzarla solo nei primi due round, per far sì che arrivasse il nuovo materiale. Da Aragon in avanti avremmo dovuto ricevere il materiale 2015 ed avere quindi una moto con specifiche Superbike. Non è stato così, la moto è rimasta uguale. Arrivati a questo punto non so se mai quest’anno avremo un motore più potente”. Vista la situazione, Barragan continuerà a fare il possibile per chiudere tra i primi 15, conscio che non sarà facile. “Per noi, allo stato attuale delle cose, il chiudere nella zona punti è già un successo”, ammette Barragan. “A me piace competere o almeno riuscire a seguire gli avversari ed a Misano, per esempio, è stato possibile. Perdevo un secondo su ogni rettilineo o più di un secondo in accelerazione e con la lunghezza di una gara WorldSBK, diventa durissima!” Riguardo alla prossima gara di Laguna Seca, dove l’ex pilota del CEV non ha mai corso, Barragan spiega: “Per me sarà un’avventura. È un tracciato che non conosco e non vedo l’ora di farlo”.