In gara 2 Biaggi parte benissimo ed alla prima curva transita all'interno di un gruppone, capitanato da Davies. A centro curva Max rialza la moto, effettuando un leggero cambio di traiettoria ma all'esterno c'è Sykes. Tra i due c'è un contatto. Biaggi finisce a terra, Tom perde numerose posizioni. Durante i primi giri Rea corre da campione del mondo virtuale. Poi, la rimonta di Sykes. Veloce. Un sorpasso dopo l'altro. Ad undici giri dalla fine Sykes toglie la vittoria matematica del mondiale a Rea. Proprio in quel momento il colpo di scena. Sykes esagera in staccata, l'avantreno perde aderenza e Tom finisce a terra. Ma non si arrende. Riprende la moto, risale in sella e continua una corsa iniziata male e proseguita peggio. Con Sykes in chiara difficoltà Rea tira i remi in barca, lasciando sfogare Davies, che, guidando in modo spettacolare, in derapata, tenta la fuga. A sei giri dalla fine il vantaggio di Davies sulla Kawasaki di Rea è di quasi tre secondi. Tanti. Terzo posto per Torres, che evidentemente, dopo la deludente gara 1 (decimo, con una moto ufficiale), ha fatto le scelte giuste a livello di messa a punto. Jordi è giovane, a volte sbaglia ma impara in fretta. E quando ha la moto a posto, dimostra di essere in grado di girare forte. Alle spalle dello spagnolo, l'unico terzetto di piloti che ha generato un po' di spettacolo (che dal punto di vista agonistico è mancato): due Honda (quella di Guintoli e quella di vd Mark) e l'Aprilia di Haslam, sempre meno efficace dei suoi compagni di squadra. All'ultimo giro l'emozione vera. Rea tira fuori il coniglio dal cilindro. Cambia passo, mentre Davies cala vistosamente il ritmo. Jonathan agguanta Chaz in un batter d'occhio. All'ultimo rettilineo la Kawasaki ZX-10R è davanti alla Ducati Panigale R. Prima del tornante Rea stacca per primo ma Davies frena dove in condizioni normali non si potrebbe frenare. Affianca Jonathan, che però non molla. I due arrivano al contatto, finiscono all'esterno della curva, ripartono quasi da fermi ed è Davies a spuntarla, dimostrando di avere il carattere del pilota che vuole vincere, a tutti i costi. Non si capisce perché Rea si sia "svegliato" solo a due giri dal termine. Forse, accelerando con un filo di anticipo, Jonathan avrebbe potuto vincere, chiudendo la questione mondiale. Ora, invece, la matematica ancora non gli consegna il titolo iridato.